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Il portiere francese ha militato tra le fila ducali per quattro stagioni ereditando il posto da Buffon e collezionando più di 100 presenze, mettendo in bacheca una Coppa Italia.

Giocare contro il proprio passato. Non sarà facile per Sebastien Frey, portiere del Genoa, affrontare la squadra con cui ha raggiunto la giusta maturità calcistica, il Parma.

Proprio alla vigilia del match contro i ducali, l'estremo difensore francese ha voluto ricordare i suoi trascorsi in gialloblù: "Abitavo a Vigheffio, una frazione di Parma - si legge sul sito ufficiale del club -. Per un calciatore, da uno a dieci, a Parma do dieci. Si vive alla grande. Sono stati anni importanti, di soddisfazioni, con una Coppa Italia vinta".

"Là l’inverno si sente di più rispetto alla Liguria, che è invece simile a Nizza e c’è un altro clima. Ma per gli allenamenti, per paradosso, mi coprivo meno che qui. Ricordo il centro sportivo, all’avanguardia, tanti campi e assai curati. I posti che frequentavo erano i soliti, quelli dove andavano a mangiare i compagni”.

Quindi il discorso si sposta sul momento che sta vivendo il club emiliano: "E' bello coltivare il lato romantico, restare legati ai ricordi, coltivare le amicizie quando si cambiano colori. Magari càpita di perdersi di vista nel tempo. Ma ritrovarsi, il più delle volte, è proprio un piacere".

"Il Parma, soprattutto in casa, ha avuto un rendimento altissimo e, a buon diritto, va considerata una delle rivelazioni del torneo. Ha nella compattezza un punto di eccellenza, così come le ripartenze, portate da giocatori di qualità e grandi velocisti. E’ uno degli avversari più difficili da affrontare".

Le ultime considerazioni sono per il match di andata in cui il Genoa riuscì proprio nel finale a raddrizzare il risultato: "All’andata riacciuffammo il risultato in extremis, fecero una grande partita, ci misero in difficoltà. Il collega Pavarini? Tutte le volte in cui ci ho giocato contro, si è fatto trovare pronto. Con prestazioni più che positive”.

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