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L'imprenditore sardo è stato arrestato ieri dalla Finanza. Nell'estate del 2010 arrivò a capo del Bologna, abbandonato dopo soli cinque mesi in gravi condizioni economiche.

A Bologna non ha lasciato di certo dei buoni ricordi. E i guai continuano ad inseguire Sergio Porcedda, il 54enne imprenditore cagliaritano che nell'estate 2010 arrivò a capo del club rossoblù. Ieri sono scattate per lui le manette, per una brutta storia legata al fallimento della casa di cura 'Policlinico Città di Quartu', dichiarato proprio in quell'anno.

Porcedda, che è stato arrestato dalla Guardia di Finanza assieme al socio Antonio Macciotta (all'epoca dei fatti proprietario ed amministratore del Policlinico), è accusato di bancarotta fraudolenta. Secondo gli investigatori, i due imprenditori si sarebbero appropriati indebitamente della somma di 13 milioni e mezzo di euro, tramite una serie di compravendite fittizie.

Non è la prima volta, peraltro, che Porcedda finisce al centro di vicende di questo tipo. Tuttora il suo nome è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bologna, relativamente ad un'appropriazione indebita di 3 milioni provenienti dalle casse del club felsineo.

L'era Porcedda, durata solamente cinque mesi, portò il Bologna ad un passo dal fallimento. Solo l'intervento della cordata formata, tra gli altri, da Consorte, Guaraldi (l'attuale presidente) e Zanetti, riuscì ad evitare il peggio.

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