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Le difficoltà economiche in cui versa lo sponsor dei toscani e una gestione poco oculata delle risorse obbligano la Robur a rivedere i piani. Mezzaroma: "Credo nella salvezza".

Da un lato la difficile rincorsa salvezza, dall'altro una gestione poco oculata delle risorse e uno sponsor con l'acqua alla gola. Per il Siena è tempo di sacrifici, sia sul campo per raggiungere un obiettivo a inizio stagione quasi insperato che per far tornare a respirare le casse societarie.

Stando a quanto riporta la 'Gazzetta dello Sport', in casa Robur ci sono state spese per circa 70 milioni di euro: cifre da squadra in lotta per la Champions, nonostante incassi e somme ricavate dai diritti televisivi non riuscissero a giustificare un tale esborso.

La 'Montepaschi' garantiva introiti di cui nessun'altro club impelagato nella lotta per non retrocedeva poteva beneficiare, ma le note difficoltà economiche in cui è piombato l'istituto bancario impongono al Siena di cambiare prospettive. "A gennaio non abbiamo smantellato: abbiamo solo iniziato a fare quello che dovrà fare il Siena del futuro, ossia competere con le idee e non con il denaro", ha avvisato patron Mezzaroma.

"Se la città vuole mantenere la squadra in A lo deve dimostrare: vengono da tutto il mondo a vedere Siena, potrebbero anche venire a vedere lo stadio - ha proseguito il massimo dirigente dei toscani - Io credo nella salvezza. Dopo l'Inter la ruota è girata".

Gli fa eco il presidente del 'Club Fedelissimi', Lorenzo Mulinacci: "Invece di avere uno sponsor forte, bisognerà ogni anno cercare di vendere un calciatore come Destro o come Neto. Va cambiato tutto, il budget e gli stipendi andranno ridotti. Ma se fa la A il Chievo, se ci vanno Sassuolo e Livorno, ci può stare anche Siena".

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