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Il presidente nerazzurro carica la squadra e Stramaccioni nel momento difficile: "Mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello di pensare a un’alternativa".

Eh sì, Massimo Moratti è proprio contento che i 'cugini' del Milan siano ora appaiati all'Inter e non smette di ringraziarli, anche nell'intervista concessa a 'Tuttosport': "Come si esce da questo periodo negativo? Quando ci sono queste situazioni, bisogna lavorare su tutto. Mi dicono che la parte atletica va bene, ma certamente c’è da migliorarla. La motivazione è un aspetto importantissimo e il Milan che ci ha raggiunti può funzionare in questo senso, in maniera positiva e non negativa...".

"E poi anche sentirsi in mezzo a una bufera, dovrebbe caricarci tutti - spiega il presidente nerazzurro - a me succede così, non so ai calciatori. Molti di questi giocatori, però, sono qui da diversi anni e hanno già vissuto certe situazioni e hanno anche visto come uscirne. Se sono ottimista? Per me la cosa importante è capire se abbiamo giocatori buoni e secondo me sì. Ad esempio, la formazione di domenica a Siena era tosta".

L'obiettivo Champions è più che mai fondamentale, ed anzi Moratti svela che fin dall'inizio della stagione era quello l'effettivo traguardo posto alla squadra: "A un certo punto della stagione eravamo tutti convinti di poter combattere per il campionato, però questo non era un anno iniziato con l'idea di vincere lo scudetto. Solo che siamo l'Inter e non puoi mai dire che non parti con quell'idea. E' chiaro però che ci sono un allenatore e dei giocatori giovani. C'è un obiettivo da raggiungere che non voglio solo io, ma tutti: la Champions League è importantissima, non solo dal punto di vista economico, ma anche sportivo e come orgoglio della società".

E l'Inter dovrà cercare di acchiappare la Champions con l'attuale guida tecnica fino al termine della stagione: "Non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello di pensare a un’alternativa a Stramaccioni. Ha fatto una scommessa su stesso, sulle sue qualità. Per me finora ha fatto bene. Adesso se ha delle difficoltà non posso trattarlo come un allenatore che è 30 anni che è lì. Semmai posso comprendere le difficoltà che può superare con le sue qualità e con l'esperienza che sta facendo. Lui poi ha una fortissima personalità e non ha l'esigenza di sentire qualcuno vicino, ma è giusto che la società gli sia accanto".

Qualcuno pensa che il difetto principale di Strama sia quello di non dare una precisa identità tattica alla squadra, cambiando davvero troppo per adeguarsi in maniera maniacale all'avversario, ma Moratti non è d'accordo e cita un illustre precedente: "Si dovrebbero adattare gli avversari all'Inter e non viceversa? No, a me quel tipo di discorso non interessa. Con Mourinho abbiamo vinto tutto adattandoci ogni partita all'avversario. Non ho la presunzione di dire 'andiamo in campo e facciamo la nostra partita'. Purtroppo non ce l'ho: a me basta vincere... Sta all'allenatore scegliere una squadra e poi su quella fare piccoli cambiamenti".

Un Moratti dunque serenissimo, e anche quando c'è da piazzare la stilettata velenosa lo fa con una bella risata: "Se sono preoccupato per l'atteggiamento degli arbitri? Dovrei esserlo da 15 anni... Dispiace, però non è che ci sia una soluzione. Comunque non è per disattenzione che l'arbitro per esempio ha fatto quell'errore lì: lui era sicuro del rigore e l'ha dato (si riferisce a Milan-Udinese, ndr). Alcune volte ci può essere un errore di presunzione, ma capita anche ai giocatori".

Il penalty trasformato a tempo quasi scaduto da Balotelli dà poi a Moratti lo spunto per chiudere definitivamente la pagina interista di SuperMario: "Giocatori di quel livello arricchiscono sempre, anche voi giornali e così tutti sono abbastanza contenti. Sinceramente, trovo il giocatore molto bravo, ha quelle doti calcistiche che ne fanno un campione: gli voglio bene. Noi però non potevamo ritornare su di lui, c'è stata un'esperienza importante che abbiamo capito. E poi noi speriamo che, anche senza Balotelli, si possa fare un po' meglio...".

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