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La scorsa estate è stato a un passo dal ritiro: "Mi ha convinto Marta. Dovevo finire al Parma, poi ecco Firenze. Sabato ce la giochiamo, fin qui abbiamo infastidito chiunque".

Alzi la mano chi si aspettava un Luca Toni così, quando il 31 agosto dello scorso anno la Fiorentina ufficializzò il suo ritorno in viola dopo cinque anni. Nemmeno lui, probabilmente, visto che se fosse stato per l'ex attaccante della nazionale italiana, tornato in Italia dopo l'esperienza saudita, il calcio non avrebbe più fatto parte dei suoi pensieri.

Lo ha confessato lo stesso Toni in una lunga intervista al 'Corriere dello Sport': in estate il ritiro è stato a un passo. "Sono andato in Sardegna con Marta, la mia compagna, a passare del tempo con le persone più care. Lì le ho detto che volevo smettere col calcio. E lei mi ha risposto che non aveva senso, perché mi divertivo ancora a giocare. Aveva ragione lei".

"Il calcio degli emiri non faceva per me. Sembrava che mi dovessi trasferire al Parma, è vicino a Modena e sarebbe stata la soluzione ideale - rivela l'attaccante viola - fino a quando non ho ricevuto la chiamata del mio procuratore, che mi ha detto che il passaggio di Berbatov alla Fiorentina stava saltando. Io dissi solo una parola: stringi. Volevo tornare a Firenze, era la sfida di cui avevo bisogno".

Grazie a Firenze e alla Fiorentina, Luca Toni è rinato. E ha imparato a convivere col doloroso ricordo del bambino perso da Marta a inizio giugno. "Quella è stata una tragedia, non lo nascondo. Ma oggi sto bene e sta bene lei, abbiamo reagito bene entrambi. È stata un'esperienza drammatica, ma mi ha insegnato quanto sia importante la persona che mi sta accanto. E ora riproveremo ad avere un bimbo".

Sabato c'è la sfida contro la Juventus capolista. Paura? Nemmeno un po', solo rispetto. "Dei bianconeri temo Vucinic - dice Toni - fa segnare e salta l'uomo come nessuno. Ma se avessi potuto avrei levato Barzagli, il difensore più forte d'Italia. Possiamo battere la Juve, perché siamo forti e diamo fastidio a chiunque. L'esperienza bianconera? Conte avrebbe potuto dirmi prima che non rientravo nel progetto".

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