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Il patron azzurro è convinto di non cedere il bomber: "Ma legalmente non potrei far nulla". Sulla lotta scudetto: "Spero che la Juve passi col Celtic. La Champions toglie energie".

Otto anni e mezzo fa, Aurelio De Laurentiis rilevava un Napoli fallito con l'obiettivo di farlo tornare grande. Otto anni e mezzo dopo la parola 'scudetto', ai piedi del Vesuvio, non fa più paura. Sono solo 3 i punti che separano la squadra di Mazzarri dalla Juventus. Impensabile, in quell'estate del 2004, quando il pensiero era rivolto all'imminente campionato di serie C.

"Sono arrivato con un progetto: i primi cinque anni per costruire, gli altri cinque per vincere - afferma il presidente azzurro, intervistato in esclusiva dalla 'Gazzetta dello Sport' - E credo di essere pure in anticipo. Per uno che non sapeva nulla di calcio e ha preso un club che non era certo lodato per il proprio virtuosismo finanziario è un successo". 

La Juve ha vinto col Chievo, ma continua ad attraversare un momento poco brillante. "Ma i bianconeri non sono in crisi - obietta De Laurentiis - Solo, campionato, Coppa Italia e Champions League ti portano via energie. Spero eliminino il Celtic e vadano avanti il più possibile. Lo scontro diretto? Non ne parlo, sono scaramantico e prima c'è la sfida con la Lazio".

Si parla anche di Edinson Cavani. Ovvio: è il tormentone del momento, nonostante anche ieri l'uruguaiano abbia giurato a 'Radio Marca' di pensare solo al Napoli. "E chi me li dà 70 milioni? In estate ne ho rifiutati 55, il Real Madrid non arriva a 50. Se qualcuno paga, dal punto di vista legale non posso far niente. Ma posso convincere il giocatore a restare. Ci vuole l'accordo con lui".

Per Walter Mazzarri, altro artefice del miracolo azzurro, sono solo parole al miele. "È una persona onestissima, colta, quasi un professore di Harvard. Perfetto per il Napoli. Nel cinema sono quello delle grandi esclusive: anche nel calcio, se c'è reciprocità. Maradona? Non ha bisogno del mio permesso per venire tutte le volte che vuole".

A proposito di cinema, il paragone di De Laurentiis è scontato: "Il Napoli è un film di successo. Mentre ci sono altri film finanziati dallo Stato che non incassano un euro e sottraggono fondi a quelli che si confrontano col mercato. E quelli che a confrontarsi col mercato non sono abituati. Tutto ciò crea squilibri al sistema calcio".

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