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Il presidente nerazzurro fa anche il punto sullo stadio di proprietà: "Certamente è ormai un obiettivo della società, necessario per ragioni economiche".

Intervenuto nella serata di martedì ad una cena sociale dell'Inter Club di Imbersago, dedicato al padre Angelo, Massimo Moratti ha fatto il punto sugli obiettivi della sua Inter a questo punto della stagione, indicando un traguardo fondamentale da centrare al suo tecnico Stramaccioni.

"Ottenere la qualificazione alla Champions League pesa tantissimo perché è importantissima, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista sportivo e per l'orgoglio della società - spiega il presidente nerazzurro a 'FcInterNews.it' - Certamente noi non stiamo pensando al futuro abbandonando il presente; dobbiamo assolutamente  sfruttare tutte le motivazioni possibili, non ultima il Milan che è al nostro fianco, per fare molto meglio e poi riuscire a entrare in Champions League".

Il discorso scivola poi sull'ingresso in società dei cinesi, che sembra fermo ad un binario morto: "Da parte loro la volontà di fare c'è sempre - fa chiarezza Moratti - anche se si sono incartati. Credo che la volontà di fare e il loro spirito di iniziativa sia in contrasto con una serie di regole interne cinesi. Quindi non sono ancora riusciti a risolvere la questione in termini tali da poter poi fare a noi una proposta di passaggio soddisfacente. Stiamo cercando di capire ora come definire la cosa. Pur avendo, ripeto, la richiesta costante da parte loro di trovare una soluzione positiva, visto che vorrebbero costruire lo stadio. Ma al momento sono io a non essere così d'accordo...".

Il passaggio al discorso stadio è conseguenziale: "L'impianto di proprietà ormai è un obiettivo della società, necessario per ragioni economiche e per agganciarsi con quello che dovrebbe essere il presente. Essere una società con un proprio impianto è qualche cosa che ti permette di lavorare meglio".

Moratti commenta poi con affetto le parole che Cassano gli ha dedicato l'altro giorno, contrapponendo l'ambiente nerazzurro a quello del Milan: "Beh, è stato molto gentile, molto diretto, ma lui è così. E' un ringraziamento che gli faccio sinceramente, col cuore, adesso vediamo di vincere perchè alla fine alla gente è quello che interessa di più".

Il presidente nerazzurro viene poi sollecitato sulla lotta di potere che nella Lega di Serie A ha portato l'Inter ad essere all'opposizione del nuovo governo Beretta, non ricoprendo alcuna carica: "Mi sembra di capire che tra due posizioni alla fine è stata scelta quella che prediligesse un certo tipo di politica abbastanza condizionante. Quindi nè noi nè la Juventus nè altre società hanno voluto stare a questo gioco, il Milan sì. Noi siamo abbastanza sereni da poter stare fuori, ma credo che la politica vera si tornerà a fare tutti insieme, perchè è impossibile che restino fuori le squadre che danno il 70% di ritorno circa al calcio italiano".

"Quanta voglia ho ancora di restare alla guida dell'Inter? Eh beh... Le situazioni difficili ti fanno aumentare la voglia, perchè non puoi dormirci su. Poi con le soddisfazioni la voglia la concretizzi, quindi speriamo poi di avere anche qualche soddisfazione...", conclude Moratti.

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