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L'ex presidente giallorossa sottolinea poi quanto sia diverso l'atteggiamento attuale di Unicredit: "Ho la sensazione che ci sia un po' meno di rigore verso l'azionista...".

Rosella Sensi non avrebbe mai esonerato Zdenek Zeman - "mio padre mi ha insegnato che gli allenatori si difendono, sinceramente non lo avrei esonerato" - ma la sua critica all'attuale gestione della Roma è a tutto tondo e va dalla dirigenza italiana (Baldini & Sabatini) alla proprietà americana, di cui viene denunciato l'assordante silenzio nel momento di grave crisi della squadra.

"Lo scorso anno avrei proseguito con Montella - premette l'ex presidente giallorossa a 'Raisport' - Non vuol dire che non avrei scelto Zeman, che è un ottimo allenatore, ma per un progetto fatto di giovani avrei proseguito con Montella. La conferenza stampa di Sabatini prima del match col Cagliari? I panni sporchi si lavano in casa. Di fronte alla gestione del gruppo l'allenatore va sempre protetto".

Ma è all'assente Pallotta che vanno le maggiori bordate della Sensi: "Non so cosa sia la proprietà della Roma oggi. Posso dire che quando c'eravamo noi la proprietà della Roma è stata un punto di riferimento, nel bene e nel male. Anche nei periodi in cui le cose non funzionano e devi prenderti gli insulti. La presenza è fondamentale nella gestione di un gruppo. La Roma si vive dal lunedì mattina alla domenica sera. Ci vuole passione per fare questo lavoro. Mi auguro che Pallotta ce l'abbia...".

Rosella ne approfitta per togliersi anche un sassolino dalle scarpe pungendo Unicredit, di cui viene rilevata la ben diversa 'accondiscendenza' nei confronti degli americani rispetto ai tempi di 'convivenza sensiana': "Non so che atteggiamento abbia in questo momento, ma ho la sensazione che ci sia un po' meno di rigore verso l'azionista rispetto al nostro periodo. Forse hanno mollato un pochino...".

L'ultima rivincita della Sensi riguarda Capitan Totti, ecco spiegato il perchè: "Sono stata criticata per il rinnovo, come se fosse un contratto tra sorella e fratello. Invece eravamo convinti di non fare un regalo a nessuno. Il tempo ha dimostrato che avevamo ragione: in quest'ultimo periodo Francesco sta giocando meglio di prima...".

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