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Il presidentissimo del Diavolo mette poi la consueta pressione sulle spalle di Massimiliano Allegri: "Io all'allenatore del Milan do tutti gli strumenti per vincere lo scudetto".

Inevitabilmente - quando c'è Silvio Berlusconi sugli schermi - alla fine spunta sempre fuori l'argomento Milan, anche se i temi sul tavolo sono tutt'altri.

Accade anche nell'ospitata dell'ex Premier martedì sera a 'Ballarò', allorquando il presidentissimo rossonero spiega che sarà costretto nuovamente ad allontanarsi dal suo amato Diavolo, dopo gli ultimi mesi in cui invece la sua presenza - anche fisica, a Milanello - è stata costante al fianco della sua creatura.

"Io mi preparavo a un tramonto operoso, avendo fondato una fondazione a nome di mio padre per costruire ospedali nel mondo. Stavo per aprire l'università della libertà e per dedicarmi al Milan, che adesso dovrò di nuovo abbandonare. Però è in buone mani. Dai sondaggi emergeva che, dopo l'appoggio dato al governo dei tecnici, molti nostri elettori erano caduti nell'area dell'astensione, e per questo ho deciso di ritornare in politica".

Insomma, Berlusconi è 'costretto' a scendere di nuovo in campo e dovrà gioco forza sacrificare qualche altra attività più voluttaria per darsi anima e corpo al servizio del Paese.

Ma non tremino i tifosi rossoneri, visto che da una metafora del numero uno di Via Turati emerge quanto tenga ancora al Milan: "Se mi confermerei allenatore dell'Italia? Io all'allenatore del Milan do tutti gli strumenti per vincere lo scudetto. Da Premier invece non ho avuto le stesse condizioni". Allegri è avvisato, ora la rosa da scudetto ce l'ha...

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