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L'attaccante del Cosenza aveva manifestato solidarietà all'assassino dell'ispettore Raciti, e ora cerca di conciliare con la FIGC dopo la squalifica infilittagli.

A tre mesi da quella maglietta pro Speziale che aveva indignato l'Italia, oggi si è svolta l'udienza che ha visto protagonista Pietro Arcidiacono, attaccante del Cosenza, squalificato per aver esposto una maglietta di solidarietà nei confronti dell'assassino dell'ispettore Filippo Raciti.

Arcidiacono si è rivolto al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport per dirimere la sua controversia con la FIGC, dopo la squalifica di otto mesi dai campi di calcio e il Daspo inflittigli in seguito all'episodio del 17 novembre 2012, nella gara tra Sambiase e Cosenza.

Il Tnas si è però riservato di decidere sul ricorso del giocatore, out dai campi fino a luglio, il quale sta cercando una conciliazione con la Federazione. L'organo deciderà in seguito, emettendo un'ordinanza.

Antonino Speziale è l'ultrà del Catania condannato per aver ucciso Raciti il 2 febbraio 2007, al termine del derby del Massimino contro il Palermo. È anche amico di lunga data dello stesso Arcidiacono, che per questo ha esposto la maglietta ('Speziale innocente') scusandosi poi con la vedova dell'ispettore.

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