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Chiarito il 'caso' Granqvist: "La regola dice che non sempre il mani vale un rigore. In quel caso il giocatore si calcio il pallone sul braccio".

Non è stato un inizio di 2013 semplice questo per gli arbitri. Nelle ultime settimane infatti, molti sono stati gli episodi che hanno fatto discutere e tante sono le polemiche che hanno investito il loro operato.

A commentare questa situazione ci ha pensato il designatore, Stefano Braschi, ai microfoni di Sky: "Il nostro è un campionato nevrotico per certi versi. Stiamo assistendo a tanti allontanamenti degli allenatori dalla panchina, basti pensare che sono già 42 mentre un anno fa a questo punto eravamo a 28. Noi dal canto nostro andiamo avanti per la nostra strada facendo rispettare quelle che sono le regole".

L'ultimo episodio che ha fatto discutere è quello legato al rigore che ha concesso al Milan di battere l'Udinese. I vertici bianconeri hanno usato parole molto dure nei confronti dell'arbitro Valeri: "Ci tengo a dire che fino a pochi secondi dal termine della gara la sua direzione era stata perfetta. Poi c'è stato quell'errore, perchè per noi di errore si tratta. Noi continueremo a far girare gli arbitri per tutte le squadre, poi ognuno è libero di dire quel che vuole".

Braschi ha anche messo la parola fine alle polemiche relative al mani di Granqvist in Juve-Genoa: "Il fallo di mani si punisce solo se volontario. In quel caso il giocatore si calciò il pallone sul braccio e quindi per noi non è da punire. La regola dice che non sempre il mani vale un rigore, era un episodio al limite ma va sempre rispettata la decisione dell'arbitro".

Oggi Conte si è scusato per la sua reazione dopo quel rigore non assegnato: "Ci sono cose che vengono chiarite privatamente ed io tengo molto alla privacy. Non sempre va detto tutto a giornali o televisioni".

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