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La squadra di Ballardini ha raggiunto contro la Lazio un'importante vittoria che gli permette di abbandonare uno degli ultimi tre posti della classifica.

Continua nel migliore dei modi il Ballardini-bis sulla panchina genoana: i rossoblu, dopo l’ottimo pareggio esterno dello Juventus Stadium, possono infatti brindare al successo contro la Lazio, che significa uscita dal terzetto delle “retrocedenti” e un’ulteriore iniezione di fiducia in vista delle prossime uscite di campionato.  

COSA VA – Da tempo i tifosi rossoblu non vedevano un Genoa così compatto, determinato e rabbioso, in puro “stile Genoa”, calcare il prato del Ferraris, dove s’erano finora raccolte più amarezze che successi. Il 3-5-1-1 visto contro la Lazio ha messo in luce una squadra duttile, capace di mutare pelle efficacemente a seconda delle varie situazioni tattiche dettate dal corso del match.

Bene la difesa, attenta e precisa nelle chiusure difensive sui tentativi di verticalizzazione dei centrocampisti laziali, con l’unica pecca della disattenzione collettiva sul gol di Floccari. Il centrocampo ha in Matuzalem il giusto “metronomo”, e in Kucka un elemento indispensabile per le grandi doti atletiche e di potenza che mette a servizio della squadra con enorme generosità. Bene anche Bertolacci, già brillante in passato nel ruolo di trequartista “guastatore” galleggiante tra le linee, e autore di un bellissimo gol che ha messo in evidenza le due doti balistiche.     

COSA NON VA – Tra tante note positive, va segnalata l’eccessiva approssimazione, dettata da un “sottofondo” di ansia e preoccupazione, in fase di esecuzione delle manovre offensive. Se si eccettua Matuzalem, sempre molto preciso e attento nell’impostazione, i rossoblu sbagliano troppi suggerimenti, spesso anche piuttosto semplici, che non permettono alle punte di esprimere il proprio potenziale in modo congruo. Questo difetto emerge in particolare nelle ripartenze, che una squadra come quella rossoblu dovrebbe al contrario sfruttare con grande efficacia.    

TOP&FLOP – Si sono distinti diversi elementi, nella gara contro i biancocelesti, ma vogliamo premiare Moretti, che ha disputato una prova eccellente non solo in merito alla fase difensiva, che ovviamente è il “campo” nel quale riesce meglio, ma anche in fase di appoggio alla manovra, sacrificandosi egregiamente in un ruolo che non è il suo, a causa dell’assenza contemporanea di Antonelli e Vargas sulla corsia mancina.

Sarebbe ingeneroso assegnare un “flop” specifico, in una gara giocata molto bene dall’intero collettivo. Dovendolo necessariamente indicare, effettuiamo una tirata d’orecchi virtuale al pacchetto arretrato rossoblu in occasione del gol di Floccari, provocato da una “dormita” vecchio stampo che stona nettamente con la nouvelle vague ballardiniana, basata su concentrazione massima, disciplina tattica e spirito di sacrificio.   

CONSIGLI PER IL MISTER – Bene l’assetto a tre dietro, sostenuto dai tornanti che trasformano “a cinque” il pacchetto arretrato in fase difensiva. Convince anche la scelta di Bertolacci dietro la punta centrale, soluzione ottimale per affrontare squadre che basano buona parte del proprio gioco su un centrocampo denso e tecnico come la Lazio di Petkovic. In altre occasioni sarà più opportuno adottare un più classico 3-5-2, con Immobile (o Floro Flores, quando rientrerà) a fianco del ritrovato Borriello (due gol nelle ultime due partite).

FUTURO – Il Genoa è atteso da una delle trasferte che, statistiche alla mano, è tra le più difficili della sua storia centoventennale: quella del Tardini di Parma. I gialloblu di Donadoni cercano riscatto dopo le ultime due prove di campionato, mentre i rossoblu, in crescita, dovranno cercare di proseguire la serie positiva per aggiungere un altro tassello alla corsa salvezza.

Visto lo spirito delle ultime uscite, oltre all’indiscutibile miglioramento del bagaglio tecnico complessivo, il Grifone, comunque andrà, venderà cara la pelle: ed è questo a tranquillizzare un ambiente reso elettrico nei mesi scorsi, tra le altre cose, proprio dall’arrendevolezza estrema mostrata dalla squadra in molteplici situazioni.

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