thumbnail Ciao,

Il patron biancazzurro ha affrontato all'esterno dello stadio 'Adriatico' i contestatori, assieme all'ad Iannascoli. Il loro bersaglio, però, erano i giocatori...

Finisse oggi il campionato, il Pescara sarebbe spacciato. Con la sconfitta subìta ieri contro il Bologna, gli abruzzesi sono precipitati al terzultimo posto in classifica, a +3 sulla coppia Palermo-Siena. Una situazione delicatissima, che ha fatto esplodere la rabbia della tifoseria biancazzurra, che ha dato vita ad una dura contestazione.

Il presidente Daniele Sebastiani, scortato dall'ad Danilo Iannascoli, ha avuto il coraggio (è il caso di dirlo) di affrontare i 400 sostenitori, furiosi per l'ennesimo ko che complica sempre di più il percorso salvezza. Una delegazione di dieci tifosi è stata poi accompagnata dallo stesso Sebastiani a confrontarsi con i giocatori, i veri obiettivi dello sdegno popolare.

"Siamo andati dai tifosi, ma non volevano parlare con noi - ha confermato il patron in sala stampa, come riportato dal 'Corriere dello Sport' - Chiedevano un confronto con i ragazzi, penso più per la vergognosa partita contro la Samp che per quella odierna. Pretendono più attaccamento ai colori e, possibilmente, qualche uscita serale in meno durante la settimana. Alla società non c'era niente da imputare anche perché noi siamo stati sempre molto chiari con i sostenitori, nessuno ha promesso l'Europa League. Siamo sempre gli stessi che andarono in tribunale a rilevare il club dal fallimento e non mi sembra che ci fosse la fila di altri imprenditori".

La permanenza in A diventa sempre più difficile da conquistare: "
Capisco il pessimismo generale, però io sono ancora molto fiducioso. Rispetto alle prime quattro partite del girone di andata abbiamo solo un punto in meno, magari ne basteranno proprio 19 perché la quota salvezza potrebbe essersi abbassata".

Gli scontri diretti, intanto, continuano a dire male al Pescara: "
Questo è un campionato particolare, puoi giocartela con tutti. Mi sembra che l'Inter abbia perso ancora con il Siena, eppure a fine mercato il suo presidente, Moratti, aveva dichiarato di avere una formazione da scudetto. E' vero che potremmo avere problemi con un'eventuale classifica avulsa, ma se invece di arrivare alla pari facciamo un punto in più della terz'ultima quella non conta più. Basta guardare agli altri, dobbiamo fare la corsa solo su noi stessi".

Inutile, dunque, mettere in discussione mister Bergodi: "
Non ho avuto una sensazione di impotenza, anche stavolta abbiamo perso per errori individuali. Con i nuovi arrivi sale il numero di giocatori importanti, però sono con noi solo da una settimana e bisogna dare all'allenatore il tempo per farli crescere di condizione".

Più netto il commento sulla situazione da parte dell'ad Iannascoli: "
Dobbiamo fare risultato a Palermo e contro il Cagliari, per riprenderci servono almeno quattro punti. Se ne facciamo due continueremo a trascinarci, se le sbagliamo entrambe siamo praticamente retrocessi".

Sullo stesso argomento