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L'esonero di Zeman, probabilmente, lo avrà sollevato. Ora De Rossi proverà a prendere per mano la squadra come ha sempre fatto, nel tentativo di guidarla fuori dalla crisi.

Daniele De Rossi e la Roma: un rapporto entrato in crisi 'a causa' di Zeman, e che ora le parti proveranno a ricucire. Con l'esonero del boemo, è scontato il ritorno al centro della scena da parte del centrocampista della Nazionale, la cui importanza era stata messa in discussione dal tecnico fino all'autolesionismo.

Una delle tante cose, del resto, che Zeman ha pagato a caro prezzo, con l'allontanamento da Trigoria. I giallorossi, protagonisti di un'annata assolutamente deficitaria, faranno affidamento soprattutto sulla grinta e sulla voglia di riscatto di un arrabbiato De Rossi. Le tante discussioni attorno al suo nome, negli ultimi mesi, lo hanno turbato, ora la parola deve tornare al campo.

Andreazzoli, che la dirigenza ha scelto come traghettatore (forse col supporto di Panucci), gli ridarà sicuramente le chiavi del centrocampo, in un modulo che, presumibilmente, dovrebbe essere quello dell'epoca spallettiana. In porta dovrebbe tornare Stekelenburg dopo i disastri di Goicoechea, a metà campo si rivedrà Pjanic, in difesa è molto probabile l'esordio dal 1' per il greco Torosidis.

A Marassi, contro la Sampdoria, occorrerà però ritrovare soprattutto il miglior De Rossi. Negli ultimi giorni di gennaio si era nuovamente ipotizzato un suo addio, e precisamente si parlava di un possibile scambio col Psg tra lui e Verratti, prima che arrivasse la secca smentita da parte di Leonardo e dei dirigenti giallorossi.

Ma i prossimi mesi saranno decisivi per capire se e in che misura Daniele e la Roma riusciranno a ritrovare il feeling di un tempo, che ha cominciato a scricchiolare ai tempi della querelle sul rinnovo, e a cui Zeman stava per dare quasi il colpo di grazia. Via lui, ora non ci sono più scuse.

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