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E' duro il commento del presidente del Pescara, che non esclude un ritorno del boemo: "Per il futuro mai dire mai, anche perchè la stagione passata è stata esaltante"

"L'esonero di Zeman è la dimostrazione che evidentemente a Roma in estate non si voleva sposare questo progetto". E' molto amareggiato il presidente del Pescara Daniele Sebastiani per la notizia dell'esonero di Zdenek Zeman, l'uomo che lo scorso anno ha condotto il 'Delfino' verso uno storico ritorno nella massima serie.

"Avevo sentito che era in bilico, ma non pensavo potesse arrivare già in queste ore la decisione - le parole del numero uno biancazzurro - Mi dispiace molto perchè conosco la serietà dell'uomo e le sue capacità. A me dispiace per Zeman perchè so quanto lui tenesse a tornare a Roma e a fare bene con i giallorossi. La legge non scritta del calcio dice però che quando non arrivano i risultati, a pagare sono sempre gli allenatori".

Sebastiani è molto critico nei confronti della società giallorossa: "A giugno hanno scelto evidentemente Zeman perchè c'era bisogno di un nome importante da dare alla piazza. Zeman  si prende solo se si è convinti di dargli carta bianca e costruire una squadra adatta alle sue convinzioni tecniche. Di questo evidentemente a Roma non si è tenuto conto, e così è arrivato l'esonero che è sempre una decisione dolorosa per tutti".

Il presidente non esclude un ritorno del boemo a Pescara: "Noi adesso abbiamo un allenatore che si chiama Cristiano Bergodi e vogliamo raggiungere la permanenza in A con lui. Per il futuro mai dire mai, anche perchè la stagione passata è stata esaltante, ma oggi dobbiamo pensare al presente e alla gara col Bologna di domani"

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