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Il Ct azzurro precisa l'apertura fatta su Icardi in Nazionale: "Lo ritengo molto interessante,a me deve crederci lui. Il razzismo? Non dobbiamo fare finta di nulla".

Da Ct dell'Italia, Cesare Prandelli non può che essere strafelice del ritorno di Mario Balotelli in Italia e non perde tempo per mandare precisi messaggi all'attaccante su cui punta parecchio per il progetto futuro della Nazionale.

"Ora dipende molto da lui - spiega il tecnico di Orzinuovi alla 'Gazzetta dello Sport' - Ha tutte le possibilità per dimostrare il suo valore. Questo trasferimento era una situazione che Mario cercava. E' andato in un club che sa lavorare con i giovani, anche per tutti gli aspetti che vanno oltre il campo".

Ma l'argomento del giorno - purtroppo, come spesso capita nel calcio italiano - è anche dato dalle roventi polemiche innescate dalle veementi proteste della Juventus, e segnatamente di Conte e Marotta, nel dopo partita del match contro il Genoa.

Prandelli si unisce al coro di chi chiede ai bianconeri di accettare con maggiore sportività le decisioni arbitrali, anche quando sono sfavorevoli: "Abbiamo sempre detto che noi in Italia abbiamo gli arbitri migliori al mondo e dobbiamo anche dimostrarlo nei momenti un po' particolari. Bisogna partire dal presupposto che nell'arbitrare sui campi di calcio gli errori ci saranno sempre. Dobbiamo saperli accettare, dobbiamo cercare di trasmettere qualcosa che va al di là dell'aspetto sportivo...".

Posizione 'etica' anche sul fenomeno deteriore del razzismo: "Dobbiamo cercare di migliorare tutti e quindi non dobbiamo far finta di nulla. I problemi vanno affrontati. Sappiamo che non li possiamo risolvere in un giorno, ma con la programmazione, con l'educazione, con un diverso modo di proporsi".

Tornando al calcio giocato, infine, il Ct azzurro chiarisce il senso della sua apertura al gioiello della Sampdoria Icardi: "Lo ritengo molto interessante. E' un discorso molto semplice: chi vuole indossare la maglia della Nazionale deve avere qualcosa che va al di là delle opportunità. Deve crederci. Ovviamente è una scelta particolarmente impegnativa per questi ragazzi. Non mettiamo pressioni. Io ho risposto a una domanda che mi era stata fatta se ci fossero nomi italiani interessanti all'orizzonte in Italia. Ho fatto il nome di Icardi perché, sinceramente, lo ritengo molto interessante...".

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