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Il giocatore francese non è più il bomber di inizio carriera: con il tempo si è trasformato in un attaccante di manovra, e questo lo rende molto adatto agli schemi di Conte.

Non un bomber, come probabilmente imporrebbe la logica e chiedono da tempo i tifosi, ma un centravanti di manovra. Questo è oggi Nicolas Anelka, l'attaccante francese ingaggiato dalla Juventus, che oggi si allenerà a Vinovo per la prima volta con i suoi nuovi compagni.

A dirlo sono le cifre e le statistiche che lo riguardano. Al culmine della sua maturità sportiva, nelle stagioni passate al Manchester City dal 2002 al 2005, centrò la sua annata migliore (2003-04), segnando 24 goal in 43 partite (con una media 0,55 a partita).

Da 2008/09 in poi, il francese, però, non è mai andato oltre le 11 reti in campionato e questo può essere in parte spiegato con un progressivo cambiamento nelle abitudini tattiche del giocatore e compensato con un aumento dell’efficacia negli assist.

L'Anelka 'maturo' è infatti un giocatore che ama ricevere palla al limite dell'area per poi mandare in goal i compagni. Già ai tempi del Chelsea si è notata questa trasformazione. Nel 2009-10 sono stati 7 gli assist vincenti del francese terminati con un goal dei Blues, cifra simile a quella del giocatore in maglia Shanghai, con, in questo caso, 6 assist in 22 presenze con i cinesi.

Caratteristiche, queste dell'attaccante, che sebbene possano far storcere il naso a qualche tifoso, dall'altro lato si sposano molto bene con il sacrificio e il lavoro che Antonio Conte chiede ai suoi giocatori. E chissà che la punta francese non si riveli alla fine il centravanti di cui questa Juventus aveva realmente bisogno.

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