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La decisione pare saggia quanto inevitabile, ancora troppo acerbo il portiere brasiliano, uno dei maggiori responsabili della caduta a Catania, potrebbe tornare Emiliano Viviano.

La pessima prestazione di Neto al Massimino di Catania molto probabilmente gli costerà il posto. I malumori in casa Fiorentina sul portiere brasiliano che in più di un’occasione hanno fatto storcere il naso hanno raggiunto l’apogeo e il rilancio di Viviano sembra la soluzione migliore.

Si era parlato di Stekelenburg o di Agliardi, ma la società non ha intenzione di spendere altri soldi sul mercato per un portiere e l’esperienza del portiere in prestito dal Palermo è sufficiente a riprendere i rapporti tra lui e la squadra.

Neto ha dimostrato di non essere ancora pronto a essere il titolare in una squadra che, come la Fiorentina da quest’anno, ambisce a posizioni di alta classifica e perciò Montella è intenzionato a farlo di nuovo da parte.

In realtà pare che la società preferisse il sudamericano per via di quel savoir faire, di quella muta accondiscendenza alle politiche societarie che evitano alla dirigenza eccessivi riflettori sull’ambiente. Il contrario di uno come Viviano, uno senza peli sulla lingua, sempre impulsivo e pronto ad alzare i toni, tanto da non avere un ottimo rapporto neanche con il tecnico viola.

Eppure Emiliano Viviano, una delle prime scelte dell’era Pradé, è uno che la Fiorentina ce l’ha nel sangue, che il sangue lo darebbe pur di evitare di prendere una rete fra quei pali, uno che sa cosa significa subire la pressione di disputare match importanti e che può ridare fiducia a una squadra che sta vivendo un momento di calo fisico e di risultati.

Ripartire da dove si era iniziati per tornare dove si stava puntando. Sarà un caso che con Neto sotto la traversa, la Fiorentina ha avuto una leggera fase discensiva?

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