thumbnail Ciao,

L'ad Marotta intende chiarire a Braschi la portata delle frasi pronunciate a caldo nel dopo partita contro il Genoa. Il presidente dell'Aia Nicchi chiede chiarezza all'Uefa.

Umore nero in casa Juventus dopo la stangata arrivata ieri per le reazioni sopra le righe del finale di gara di sabato scorso contro il Genoa. C'è amarezza soprattutto per il doppio turno inflitto a Conte e a Bonucci, meno per Chiellini (dato che è infortunato).

Per allenatore e difensore si deciderà se presentare ricorso, ma la cosa che brucia di più al club torinese è l'inibizione decretata per l'amministratore delegato Beppe Marotta, la prima della sua carriera da dirigente. E la questione rischia di non fermarsi qui: le frasi sull'inadeguatezza di Guida per la sua provenienza dalla Campania sono al vaglio della Procura Federale, che potrebbe anche decidere per un deferimento.

Eventualità che si trasformerebbe per Marotta in una vera batosta. Per evitarla però il dirigente intende chiarire con il designatore Braschi la reale portata delle sue parole, senza tuttavia snaturare il senso di una Juve che si ritiene danneggiata dalle decisioni arbitrali.

Incrociatisi ieri in Federcalcio, Marotta e Braschi potrebbero rivedersi nell'incontro fra i capi degli arbitri con società e capitani, fissato per lunedì 4 febbraio, ma che potrebbe slittare di altri sette giorni per la riunione dell'Eca in Qatar, Eca di cui Agnelli è stato nominato fresco presidente.

La scelta però di spostare la riunione con società e capitani da Fiumicino a Milano per la riunione della Lega Calcio potrebbe però complicare le intenzioni del dirigente di fare un po' di chiarezza.

Intanto, su quanto accaduto allo Stadium sabato sera, emergono ulteriori dettagli. Nel referto dell'arbitro Guida sarebbe anche finita una frase molto pesante del tecnico Antonio Conte: "Non avete le p...", avrebbe urlato l'allenatore salentino all'indirizzo della terza arbitrale, dopo i ripetuti "vergogna, vergogna" per la mancata concessione del rigore su fallo di mano di Granqvist.

Alla luce dei gravi fatti accaduti, il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi ha portato il 'caso Graqvist' innanzi all'Uefa, chiedendo delucidazioni tecniche su episodi come questi e un regolamento più chiaro. La posizione dell'Aia ancora non è chiara, ma si va verso la regola che quando si interviene sulla palla con le braccia distanti dal corpo è consigliato per l'arbitro concedere sempre il rigore.

Sullo stesso argomento