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Ora i rossoblù sono attesi da un mini-ciclo di ferro. A Marassi arriva subito la Lazio, e sarà fondamentale invertire la tendenza che vede la squadra soffrire di più in casa.

Ottimo ritorno per Ballardini sulla panchina del Genoa, in quella che sarà la sua avventura professionale più difficile, assieme a quella – vincente – di Cagliari della stagione 2007/08, quando prese per mano una squadra confusa e impaurita, ultima in classifica a gennaio, e la condusse alla salvezza a suon di risultati. I presupposti non sono molto diversi da quelli del Genoa attuale, e il risultato in casa della Juventus lascia ben sperare in tal senso. Vedremo gli sviluppi futuri.

COSA VA - Squadra aggressiva, determinata, concentrata fino al fischio finale dell’arbitro Guida: una trasformazione radicale rispetto al Grifo distratto e pigro, ai limiti dell’autolesionismo, troppe volte “ammirato” nella prima metà  della stagione. Ballardini sembra essere riuscito a dare l’esatta consapevolezza del pericolo a un gruppo che deve giocare quest’ultima fase del campionato con lo spirito di chi non può mollare nemmeno un centimetro. La prestazione generosa e tatticamente brillante dello Juventus Stadium è quindi una risposta importante data al tecnico, oltre che all’intero ambiente genoano.

COSA NON VA – Naturalmente, ogni metamorfosi porta con sé piccole scorie che vanno smaltite con il tempo. Una di queste è, per il Genoa, l’imprecisione nell’esecuzione degli schemi offensivi: troppi appoggi, anche semplici, sbagliati, movimenti spesso fuori sincrono tra le punte e poco movimento hanno caratterizzato in negativo diverse prove dei rossoblu finora. A Torino si è visto qualche timido miglioramento, soprattutto dopo l’ingresso di Borriello con il passaggio al 4-3-1-2, ma per avere una squadra davvero efficiente e concreta in zona gol serve  ancora molto lavoro, da sviluppare nelle sedute d’allenamento settimanali.

TOP&FLOP – Buona prova del pacchetto mediano di centrocampo: Olivera, Matuzalem e Kucka hanno giocato una gara di sciabola e di fioretto, prestando particolare attenzione alla copertura su Pogba e soci e provando a innescare le ripartenze sfruttando le doti tecniche non irrilevanti (soprattutto nel caso dei due sudamericani, mentre Kucka ha provato qualche incursione delle sue per liberarsi al tiro). Il filtro portato con profitto nel centro nevralgico del gioco bianconero ha rappresentato la “chiave” del match sulla sponda rossoblu.

Non bene Pisano, che provato esterno a tutto campo nel 3-5-2 iniziale (trasformatosi spesso in 5-3-2 con l’abbassamento dei tornanti), ha patito non poco le sgroppate di De Ceglie, fornendo anche un apporto minimale alla fase offensiva. Meglio nella ripresa, specie dopo il passaggio alla quattro difensiva.

CONSIGLI PER IL MISTER – Il mercato continua a portare centrali difensivi (nell’ordine Manfredini, Portanova e Acerbi) e se è vero che uno dei vecchi (Bovo) dovrebbe lasciare Genova a giorni, con lo stop alla partenza di Granqvist (che sarebbe dovuto andare alla Dinamo Kiev, trattativa poi congelata e probabilmente abbandonata dagli ucraini), nel pacchetto difensivo rossoblu si è formato un certo ingombro. Ballardini potrebbe decidere di passare alla difesa a tre, che permetterebbe l’utilizzo di gran parte dei centrali disponibili. Un modulo simile a quello del primo tempo dello Juventus Stadium, con la tre difensiva bloccata davanti a Frey, due esterni di spinta e di copertura a dare equilibrio ai reparti e un pacchetto mediano che abbini qualità e quantita (Olivera-Kucka-Matuzalem), rappresenta una soluzione tattica di livello per la rosa attuale, che può agevolmente adottare altri moduli a gara in corso (il 4-4-2 “ereditato” dalla gestione Delneri, o il classico 4-3-1-2 marchio di fabbrica di Ballardini).

IL FUTURO – Il mini-ciclo di ferro previsto dal calendario mette in agenda la sfida alla Lazio di Petkovic, attesa domenica al Ferraris. I biancocelesti sono in un momento di lieve calo, certificato dalla sconfitta interna con il Chievo di sabato scorso, e cercheranno riscatto a Marassi, divenuto sorprendentemente terra di conquista per le formazioni ospiti (nel complesso, i rossoblu hanno fatto meglio finora in trasferta che tra le mura amiche, anche a livello di prestazioni). Urge invertire la tendenza: il confronto non è certo dei più facili, ma il margine per recuperare si fa sempre più sottile e nessun risultato, nel calcio, si può costruire senza un concreto apporto di punti dalle gare interne.

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