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Dure critiche all'indirizzo del club bianconero dopo le proteste di sabato scorso. E Rizzoli difende la categoria: "Siamo umani, possiamo sbagliare".

Le polemiche di Juventus-Genoa tengono ancora banco. Il giudice sportivo ha visto tutto e oggi potrebbe calare la sua mannaia sul club bianconero. A condannarne i comportamenti, ci hanno pensato anche il vicepresidente federale Demetrio Albertini e il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, tra gli ospiti del Galà Aic andato in scena ieri sera a Milano.

"Mi chiedete se la Juventus ha esagerato? Beh, sì. Lo ha fatto - ha dichiarato Albertini, come riportato da 'TuttoSport' - Credo che in questa circostanza si sia andati un po’ sopra le righe, i bianconeri hanno ecceduto. Non si dovrebbe mai arrivare a queste situazioni, bisognerebbe pensarci bene prima di fare certe dichiarazioni o certi attacchi".

Una svolta, a suo dire, potrà arrivare soltanto quando si comincerà "a pensare alla buona fede degli arbitri, senza metterla in dubbio ogni volta. Dobbiamo crederci, dobbiamo avere fiducia: anche i direttori di gara hanno la libertà di sbagliare, come tutti, senza che si metta in dubbio la loro onestà. A tutti può capitare di commettere un errore: giocatori, allenatori, presidenti e anche, appunto, arbitri".

Ghirardi, che pure da bambino era un tifoso della Juve ed è amico di Andrea Agnelli, rivolge un invito a 'Madama': "Non è il caso di stare a protestare sugli episodi. Sento di fare i complimenti al Napoli, perché sta lottando e si mantiene in corsa. Poi, per carità, preferisco non entrare nel merito delle polemiche, io devo pensare al Parma. L’unica cosa che posso dire è che anche la Juventus dovrebbe imparare che bisogna saper perdere. Cerchiamo di tornare ad un clima più tranquillo, che è meglio".

A Milano Andrea Romeo, quarto uomo del match dello 'Stadium' (che aveva giudicato da rigore il mani di Granqvist), è stato quasi assalito da cronisti e microfoni, ma il suo è stato un secco no comment: "Non posso dire nulla", come da ordini dell'Aia.

Più loquace il collega Nicola Rizzoli, che ha voluto difendere la categoria: "Un arbitro si sente come tutte le persone che sbagliano. Quando sbagliamo siamo i primi a rammaricarci. Siamo essere umani e l’errore è inevitabile. E’ giusto non riferirsi a sbagli recenti, comunque. Puntiamo a sbagliare il meno possibile".

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