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Zeman mette in riga il 'ribelle' Stekelenburg: "Dichiarazioni inopportune, si ricordi che è sempre un tesserato della Roma e non fa nulla per integrarsi. Terzo posto? Certo, io non cambio idea..."

Il tecnico della Roma interviene in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Bologna e fa il punto sulle ambizioni della squadra. Ma sul tavolo ci sono anche problemi...

La Roma va a Bologna a giocarsi un importante snodo verso una classifica che profumi di Champions, ma è destino che in casa giallorossa tengano sempre banco le polemiche. L'ultima in ordine di tempo è quella scaturita dalle dichiarazioni dell'insoddisfatto Stekelenburg, e non è un caso che una delle prime domande rivolte a Zdenek Zeman nella conferenza stampa di vigilia verta su questo.

Il boemo si mostra severo: "Stekelenburg? Penso che sia stata un'intervista inopportuna, ci sono tante cose sbagliate nelle sue dichiarazioni, poi è sempre tesserato della Roma, quindi deve essere a disposizione della Roma. Dopo la partita con il Parma è stato più di un mese fuori".

Zeman non si sbottona troppo quando gli si chiede della possibilità di vedere subito in campo il nuovo arrivato Torosidis, ma qualcosa lo lascia intendere: "Ha giocato fino a pochi giorni fa, quindi è utilizzabile... Per ora l'ho provato solo a destra, comunque che debba sostituire uno dei due terzini che hanno giocato finora non è scritto". Catenaccio invece sul mercato: "Con l'infortunio di Destro mi restano solo tre attaccanti più Pjanic e Lopez? Per me sono sufficienti".

Circa gli obiettivi della sua squadra, Zeman non cambia idea: "A che punto siamo? Non stiamo al meglio, abbiamo avuto un sacco di problemi con l'influenza, col tempo, e così non ho potuto lavorare come vorrei. Se la rosa è adeguata per l'obiettivo terzo posto? Io l'ho dichiarato dall'inizio quindi non cambio idea...".

Ma le domande vertono sempre sul 'caso Stekelenburg', ed il boemo reagisce al fuoco di fila che lo investe: "Comportamenti non consoni da parte di qualche giocatore? Io dal primo giorno ho detto che dove non c'è disciplina non può esserci la squadra. Anche voi giornalisti, sapete che i ragazzi non possono parlare ma li chiamate. Ieri c'era anche un altro che ha scritto cose che sono successe qua a porte chiuse... Comunque i risultati non c'entrano niente con i comportamenti".

"Io come allenatore sono qui per questo, per cercare di motivare, migliorare e far lavorare al meglio la squadra - spiega ancora Zeman, sollecitato sul tema della disciplina interna, anche con riferimento al precedente episodio che aveva visto protagonista Marquinho - Non sarò mai soddisfatto perchè c'è sempre qualcosa da migliorare. Io distinguo spesso i fatti dalle parole, per me contano di più i fatti che le parole".

Poi scatta la reazione alquanto piccata ad un'ulteriore domanda sul tema: "Se parlo con i giocatori a proposito dei comportamenti? Ma lei cosa dice, che ci sto a fare qua? Il mio compito è migliorarli sul campo e fuori dal campo, ogni allenatore ha il compito di migliorare le capacità fisiche e psichiche della rosa. Dite che sono tanti i giocatori con cui ho avuto attriti? Io ho discusso con tutti i 25, ripeto il concetto, perchè sono qua, sono qui per migliorare, se qualcuno non lo convinco provo a convincerlo, noi purtroppo non abbiamo regole in questo momento e quindi succede quello che deve succedere. Nel senso che ci manca un regolamento scritto per i comportamenti e quindi per me non è un problema, io cerco di fare il mio e fare il meglio anche per loro, non faccio l'allenatore per me...".

Altre questioni sul piatto riguardano l'aspetto mentale e la tenuta atletica della squadra: "Vorrei sempre che la partita venga giocata fino alla fine con la stessa concentrazione. Il problema non è saper gestire il vantaggio, ma essere concentrati, se non sei concentrato puoi gestire o no ma paghi sempre. Ogni tanto quando si sbaglia si prendono goal, li prendiamo noi come gli avversari. La squadra non sta bene dal punto di vista fisico? Ci si è messo anche il tempo, ha piovuto troppo e non potevamo allenarci come si dovrebbe, in più le influenze, che ne avevamo 5-6, e influiscono, tanto che sono stato in campo con 12 giocatori, è normale che con 12 invece che con 25 c'è qualche problema sul lavoro. E infortuni più o meno gravi. Non riesco a gestire...".

Ma alla fine si torna dove si era partiti, ovvero la questione Stekelenburg, al quale Zeman rivolge un'altra accusa, quella di non essersi mai integrato nel gruppo: "Se gli ho spiegato perchè è fuori? Che c'è da spiegare... Dopo il Parma si è ritirato per problemi al polpaccio e poi al dito, anche Lobont aveva problemi, è entrato Goicoechea che mi ha dato soddisfazioni e sono contento del suo rendimento, cerco di fare scelte a seconda di quello che mi va. Da Stek ho sempre chiesto più partecipazione, lui purtroppo vive più isolato, nel senso che parla inglese e sta più per i fatti suoi, voglio gente che partecipa e che sta insieme, poi il discorso tecnico è un'altra cosa".

Per non farsi mancare niente, il boemo chiude chiamando in causa anche la società sul tema disciplinare: "Ho detto che non ci sono regole scritte? Io penso ci manca anche quello, sì. Di solito lo fa la società. Ne abbiamo parlato e spero ci si renda conto che la disciplina è importante in una collettività...".

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