thumbnail Ciao,

L'attaccante sa di dover migliorare ed è pronto a trascinare i suoi verso il traguardo Champions. Tutta la squadra, a suo avviso, deve provare a dare il massimo per questo.

Si può dare di più. Il titolo di una canzone che ben si presta per spiegare l'annata di Mattia Destro. Da uomo-mercato a semi-flop, il passo è breve. Ma il ragazzo non ci sta, ed è pronto a tutto pur di risollevare la Roma e sè stesso.

"Ho reso meno di quanto ci si aspettava? Non è una cosa positiva, ma sono cose che fanno crescere - ha spiegato alla 'Gazzetta dello Sport' - Tutto sommato, sono sempre contento di essere stato così conteso da grandi club. Mi aspettavo di più, però è colpa mia".

Con Zeman il rapporto non sembra dei migliori: "Ho il mio carattere e non ce la faccio a cambiarlo, ma quando mi scontro lo faccio con rispetto. Zeman ha i suoi metodi. Con lui c'è un normale rapporto tra giocatore e allenatore".

I complimenti di Berlusconi, confessa, non lo hanno affatto imbarazzato: "Macché, li ho vissuti bene. Sono stato onorato, mi hanno fatto piacere. Io al Milan? Mai dire mai, ma il prossimo anno mi vedo nella Roma".

Con l'Inter non ha funzionato, ma da parte sua non c'è nessun rancore: "Ad un certo punto ci sono state esigenze differenti, ma anche se vi sembrerà strano io voglio ringraziare il club nerazzurro perché ha creduto in me fin da quando ero ragazzo".

Per il futuro, la speranza è di emulare una bandiera come Totti: "Uno dei calciatori più forti con cui ho mai giocato. Secondo me farà almeno ancora 2-3 anni ad alto livello. Magari potrei restare sempre a Roma. Nonostante le difficoltà, non mi sono pentito di essere venuto. L'esperienza è positiva, il gruppo è bellissimo e i tifosi mi stanno trattando bene".

La squadra, però, non ingrana: "Io credo che alla zona Champions possiamo ancora arrivare. Quantomeno dobbiamo avere la certezza di aver dato tutto, anche se non ce la facciamo. E poi possiamo arrivare in finale di Coppa Italia: scelgo la Juve, ma la Lazio vorrei batterla nel derby".

Dopo la A, a Destro non dispiacerebbe fare un'esperienza all'estero: "Direi in Liga e in Premier, ma sono contento che adesso anche qui da noi tutti si stanno aprendo di più ai giovani". Tra i compagni, quelli che lo hanno colpito di più sono "Florenzi e Pjanic. Miralem è straordinario, fra qualche anno sarà tra i più forti centrocampisti del mondo. De Rossi? Per me Daniele è fondamentale, però decide l'allenatore".

Il Mondiale rimane il suo chiodo fisso: "È il mio sogno, il mio obiettivo. Adesso però penso a fare una cosa per volta. A giugno c'è la Confederations Cup e le finali dell'Europeo Under 21. Pur di esserci, a me sta bene giocare una qualsiasi di queste due manifestazioni".

Sullo stesso argomento