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L'ex presidente bianconero lo ha descritto come "una persona di gran classe, di grande ironia e di cultura", ricordando che "chiamava all'alba coloro che gli erano vicini".

Nel giorno del decimo anniversario della morte di Gianni Agnelli, storico presidente della Juventus, un altro ex presidente bianconero, Cobolli Gigli, ha voluto personalmente ricordare l'Avvocato ai microfoni di 'Radio Kiss Kiss'.

"Ho conosciuto Agnelli, - ha detto - l'ho frequentato anche se il nostro rapporto era un po' a distanza. Ne ho subito sempre il fascino. Era un personaggio carismatico, incontrava le persone e le caricava, creava delle scariche di adrenalina incredibili. La Juventus per lui era un'opera d'arte. Ancora adesso il suo carisma rimane, difficile che ci siano persone come lui in giro".

Cobolli Gigli ha quindi raccontato alcuni aneddoti riguardanti il rapporto fra l'Avvocato e i suoi giocatori. "Chiamava all'alba tutti coloro che gli erano vicini. - ha ricordato - Dopo la vittoria della Coppa dei Campioni invitò a casa sua Platini e dopo un pranzo frugale diede a Michel un mazzo di chiavi e gli regalò la sua Ferrari per ringraziarlo".

Come erede dell'Avvocato, Cobolli Gigli punta su Lapo Elkann. "Gianni Agnelli era una persona di grande classe, di grande ironia e di grande cultura. I suoi vestiti li ha ereditati suo nipote Lapo, - ha dichiarato - anche lui e' un ragazzo che diventerà un numero uno".

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