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Il presidente della Juventus risponde alla battuta del collega del Catania a proposito della battaglia di potere in Lega di Serie A. E la polemica continua...

Dunque, riavvolgiamo il nastro delle puntate precedenti: all'origine della polemica tra Andrea Agnelli e Antonino Pulvirenti c'è la battaglia di potere in seno alla Lega di Serie A, che ha visto la spaccatura tra club come Juventus, Inter, Roma e Fiorentina da un lato, e il resto della truppa dall'altro.

La 'vittoria' dei 14 club guidati da Milan, Napoli e Lazio - che ha portato alla rielezione di Beretta - ha avuto come diretta conseguenza l'estromissione dei dirigenti delle società sconfitte dalle cariche, sia in seno alla Lega che in quota rappresentanti in Consiglio Federale.

In CF è finito, assieme a Claudio Lotito, proprio il presidente del Catania, bacchettato così da Agnelli: "Pulvirenti non si vedeva in Lega da 10 anni...". Poi è seguita la replica del numero uno siciliano, che ha dato della "zitella isterica" al capo della Juve, ed infine il botta e risposta tra lo stesso Pulvirenti e Marotta, che anch'egli era entrato nella tenzone.

Finita qua? No, neanche per idea, visto che Agnelli ha ulteriormente replicato, a margine dell'annuncio del rinnovo di Gigi Buffon, sia pure in punta di fioretto: "Commentare Pulvirenti dopo aver parlato dell'Avvocato? Ma dai...", è stata la prima risposta che avrebbe voluto lasciar cadere l'argomento per questione di 'stile', avendo ricordato in precedenza Gianni Agnelli in occasione del decennale della sua morte.

Ma poi l'affondo il giovane Andrea lo ha piazzato... "Come Juve operiamo sempre con un duplice fine: da una parte quello strettamente sportivo, e la dolce condanna di lottare per la vittoria sempre e comunque; da un punto di vista societario, invece, per la dimensione, per la storia e per la tradizione che abbiamo, operiamo affinché il mondo in cui viviamo possa essere sviluppato nella maniera che noi reputiamo più opportuna. E in questo contesto ci dobbiamo confrontare con chi troviamo di fronte. E l'avversario non si può scegliere, soprattutto la qualità dell'avversario non si può scegliere...".

Agnelli ha dedicato una battuta anche al match di Coppa Italia pareggiato contro la Lazio: "Come spesso ricorda Conte, più dei singoli conta la squadra e il modo in cui suona lo spartito: martedì, in una situazione estremamente rimaneggiata, lo spartito è stato suonato in maniera assai egregia e forse un risultato più corretto sarebbe stato 3-0...".

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