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Per Buffon è quasi un rinnovo a vita: "La Juventus mi è entrata dentro, faccio fatica a vedermi con un'altra maglia". Ora assalto alla Champions: "E' ciò che mi manca"

Il portiere bianconero in conferenza stampa: "Il mondo Juve è diventato uno stile di vita. Avevo proposto un contratto annuale perchè volevo rendere libera la Juve di scegliere"

La Juventus e Gianluigi Buffon proseguiranno la loro avventura insieme per altri due anni. Il portierone bianconero ha commentato con soddisfazione la scelta fatta, rivelando di non aver mai ricevuto altre offerte, oltre al fatto di non vedersi assolutamente con un altra maglia addosso.

Intervenuto in conferenza stampa, l'estremo difensore della Juventus ha spiegato al scelta del biennale: "La mia proposta era stata inizialmente quella di rinnovare per un solo anno, ma volevo rendere libera la società, perchè un giocatore con la mia carriera è giusto che giochi finchè è in condizione di esprimere il suo valore. Però la Juventus è una società che programma e non improvvisa, per cui abbiamo deciso per un biennale, evitando alla dirigenza di cercare un altro portiere nel breve".

Buffon ha ricordato il suo arrivo in maglia bianconera, rivelando di non aver ricevuto altre offerte in vista della scadenza del contratto: "Il primo giorno qui lo ricordo nitido. Il timore era quello di non essere all'altezza, dato che arrivavo da una realtà provinciale come Parma. Di offerte non ce ne sono state ora, anche perchè non c'era spazio per far si che ci fossero. L'introduzione del presidente verso di me è qualcosa che terrò nel mio cuore per sempre. La mia gratificazione è totale".

Per quanto riguarda il futuro, il portiere della Juventus non vede altre squadre: "Vivo alla giornata, non è giusto porsi dei limiti e delle date. Sicuramente ho la convinzione di voler arrivare in queste condizioni al prossimo Mondiale e al prossimo Europeo. Per me la Juventus è diventata uno stile di vita, mi è entrata nella pelle, per cui non riesco ad immaginarmi con un'altra maglia".

Buffon è soddisfatto dell'attuale momento della squadra, tornata a lottare per grandi traguardi: "Credo che non ci siano obiettivi precisi. La speranza di quest'anno è quella di poterci ripetere in Italia confermando la leadership che mancava da troppi anni. In Europa abbiamo dimostrato di essere tornati competitivi, questo è quello che conta, poterci giocare la partita con tutti, anche questo mancava da molto tempo. I tifosi? Per me hanno avuto un'influenza importantissima, c'è sempre stato un rapporto idilliaco, se sono rimasto qui tutto questo tempo è anche per questo".

Dopo l'infortunio c'è stato un momento di grande difficoltà: "In quel periodo mi sono passate per la testa molte cose, ho addirittura pensato di concludere la mia carriera, ma credo che il mio destino sia quello di continuare a scrivere ancora pagine importanti con questo club e con la Nazionale. Questo episodio mi è anche servito per trovare nuova energia e nuova rabbia. Il mio erede? Mi sono allenato con Leali ed è fortissimo, ma anche Perin sta facendo bene in Serie A. Il movimento dei portieri si è rigenerato dopo anni di assenza".

La fascia di capitano è stata ereditata da un monumento come Del Piero, Buffon racconta le sue sensazioni: "E' stata una bella gioia e una grandissima responsabilità, mai avrei pensato di poter diventare il capitano di una squadra come la Juventus. Alex mi ha mandato un messaggio ieri sera, si è rivelato una persona con dei sentimenti veri nei miei confronti. Quello che voglio vincere ora? I trofei che mi mancano, cominciamo dalla Champions League. Poi tutte le altre coppe di conseguenza".

Il rinnovo è arrivato con un sacrificio economico notevole da parte dello stesso portiere bianconero: "Il valore dei soldi lo conosciamo tutti, non lo reputo un sacrificio. Bisogna saper accettare di rinunciare a qualcosa, perchè sarebbe troppo semplice pensare a se stessi sperando che anche gli altri ti apprezzino. Nella valutazione generale di un giocatore c'è anche questo. Io sono orgoglioso di indossare la maglia della Juve e della Nazionale, è un patrimonio che va rispettato".

Per quanto riguarda le persone che porta nel cuore, Buffon ripercorre alcune fasi della sua carriera: "Se l'avvocato Agnelli fosse ancora qua non direbbe sicuramente nulla di banale, era un personaggio unico nel suo genere. Nel mio cuore porto ancora il dottor Umberto perchè più di tutti mi ha voluto alla Juventus. Tra gli allenatori sicuramente Lippi resterà nel mio cuore, perchè è stato uno dei fautori del mio sbarco qui. Di compagni invece ce ne sono tanti, non posso menzionarne uno in particolare".

Molti anni fa l'alternativa alla Juventus era il Barcellona, ma il portiere azzurro non ha rimpianti: "La domanda me la sono fatta, ma il Barcellona ha cominciato il suo ciclo di vittorie nel 2006, quindi sarei stato comunque cinque anni senza vincere nulla. Valutando nel totale la mia carriera, non rimpiango nulla. Alcune scelte mi hanno portato a soffrire e subire anche sconfitte ingiuste. Ma nella vita ognuno ha ciò che si merita e tutto ora è tornato ad essere come doveva".

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