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Il Dg giallorosso continua comunque a ostentare ottimismo e fiducia nel 'progetto': "Zeman? Per ora mi rifiuto di prendere in considerazione l'ipotesi di un fallimento".

Franco Baldini non si nasconde dietro a un dito. Lui (e non soltanto lui) aveva aspettative maggiori sul cammino della Roma in questa stagione, un cammino che finora lo ha parzialmente deluso.

"Non mi aspettavo di avere due punti in meno dell'anno scorso (non considerando i 3 a tavolino col Cagliari, ndr), ma qualcuno in più - spiega schietto il Dg giallorosso ai microfoni di 'RaiSport' - Credo che la Roma sia un'ottima squadra e abbia un ottimo allenatore, ma non bastano. Ci vuole anche, e me ne prendo la responsabilità, che si stabilisca una chimica, una dinamica di adesione totale, un ambiente favorevole. Finora non c'è stato...".

Baldini non vuole tuttavia che le sue parole si traducano in un attacco a Zeman, da lui ancora strenuamente difeso: "Zeman? Tutti hanno responsabilità, ma per ora mi rifiuto di prendere in considerazione l'ipotesi di un fallimento. Io a fine campionato trarrò le conclusioni, senza però dimenticare che con soli due o tre innesti, e non con le rivoluzioni che abbiamo ritenuto di fare, in futuro avremo una squadra vincente. In fondo il valore di un manager si giudica su quello che uno ha costruito, sulle basi su cui investire".

Dal che il passaggio alla domanda sul suo futuro è conseguenziale: "Resterò? Non dipende da me, ma dalla proprietà, il contratto che ho non conta. Però se mi manderanno via, di sicuro non resterò nel calcio italiano...".

Baldini torna poi sul calcio giocato: "Domenica, anche se nel secondo tempo non si è brillato, abbiamo costruito cinque occasioni, mentre l'Inter non ha mai tirato in porta. Per questo mi aspetto una bella sfida anche nel match di mercoledì. Alla Coppa ci teniamo molto: una eventuale finale con la Lazio o con la Juve sarebbe bellissima".

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