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Il dirigente, che attualmente ricopre la carica di direttore generale del Catania, ha voluto ricordare l'ex presidente blucerchiato, scomparso ieri all'età di 76 anni.

Tutto il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Riccardo Garrone, deceduto ieri a 76 anni dopo una lunga malattia. Al coro di commemorazioni, si è voluto unire anche Sergio Gasparin, attuale direttore generale del Catania ed ex, con lo stesso ruolo, della Sampdoria.

"Ci lascia una grande persona, uno dei signori del calcio, un uomo di straordinaria rettitudine morale, di rigore e di grande rispetto per le regole - ha spiegato Gasparin in collegamento telefonico con 'Sky Sport 24' - Ha avuto il merito e la grande lucidità di lasciare il bastone del comando di questa società al figlio Edoardo nel momento in cui sapeva di essere in difficoltà. Sono certo che il figlio proseguirà il cammino del padre, una persona di grandissima rettitudine morale e lealtà".

Tra i ricordi più vivi, la mancata qualificazione alla Champions, un'esperienza "vissuta fianco a fianco. Vincevamo 3-0 e al 93' la gente applaudiva e festeggiava, poi la ola venne strozzata dal goal del Werder Brema che incassammo qualche secondo dopo il terzo minuto di recupero, un goal che ci tolse quello che avevamo conquistato meritatamente sul campo. Negli spogliatoi c'era grande amarezza, Garrone mi prese sotto braccio e mi disse "Direttore, vuol dire che doveva andare così"".

Nella mente di Gasparin rimarranno per sempre, in particolare, "gli ultimi giorni che abbiamo vissuto insieme dal punto di vista professionale. A dicembre eravamo a due punti dalla Champions, poi la squadra finì in B e non fu la cessione di Pazzini ad essere determinante. Qualcuno all'interno della struttura voleva modificare un assetto che con Marotta aveva funzionato benissimo e che stavamo portando avanti". Ma non è il tempo delle recriminazioni, solo del ricordo di un uomo che ha dato tanto alla Samp e al nostro calcio.

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