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Il terzino della Lazio, autore di un gesto eroico domenica pomeriggio, racconta la propria versione dei fatti e minimizza: "Il mio è stato un atto istintivo".

Luciano Zauri, finito ai margini del progetto Lazio, è prepotentemente tornato agli onori delle cronache nelle ultime ore per un gesto che non sembra eccessivo definire eroico.

Il terzino biancoceleste infatti ieri pomeriggio, in un noto ristorante nei pressi di Ponte Milvio, ha salvato la vita ad una bambina di quatto anni e mezzo, nipote dell'ex stella della Roma, Zibì Boniek.

Zauri, intervistato oggi da 'Lazio Style Radio' ha però minimizzato la portata del suo gesto: "Quando succede una cosa del genere non stai li' a ragionare. Anch'io ho una bimba di 4 anni e mezzo ed è come se fosse stata la mia. Ho provato a calarmi, sono riuscito ad arrivare a metà del pozzo e ho provato a fare luce con il telefono. Lei aveva solo la testa fuori dall'acqua".

Quindi racconta: "E' stata sveglissima, ha provato a mettersi sotto le braccia la corda che le avevano gettato dall'alto, ma non aveva forza per tirarsi su. L'ho presa quindi per un braccio, si e' aggrappata a me, le ho fatto mettere i piedi sulle mie spalle. Una volta uscita, ha potuto abbracciare il padre".

Infine Zauri si schernisce davanti al termine eroe, e sottolinea: "Il mio è stato un gesto istintivo, fatto anche con un pizzico d'incoscienza, ma che era necessario fare''.

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