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Triste serata per la Sampdoria, con la scomparsa del presidente Riccardo Garrone. Aveva acquistato il club blucerchiato nel 2002.

E' una giornata tristissima quella che sta vivendo non solo la Sampdoria ma tutto il calcio italiano. In serata infatti è venuto a mancare all'età di 76 anni il presidente blucerchiato Riccardo Garrone.

Il patron della Sampdoria, avrebbe compiuto 77 anni ed era il presidente onorario e consigliere di amministrazione della ERG, azienda fondata dal padre Edoardo.

E' entrato nel mondo del calcio nel 2002 quando acquisto la Sampdoria portandola alla promozione in Serie A al primo tentativo. Sotto la sua gestione, la compagine blucerchiata ha vissuto ottime stagioni sfiorando anche l'approdo in Champions League sfumato ai preliminari, ma ha anche vissuto uno dei momenti più tristi della sua storia recente con la retrocessione in B nella stagione 2010-11.

Questo il commosso ricordo del club doriano sul suo sito ufficiale: "«Mai una squadra di calcio». Al padre Edoardo rispose di sì. Fu quella, forse, una delle poche promesse non mantenute in quasi settantasette anni di vita. Li avrebbe compiuti dopodomani, il 23 gennaio, e invece, Riccardo Garrone si è spento questa sera. Si è spento da sampdoriano, prima tiepido, com'era da bambino, poi accanito, com'era divenuto dall'inverno del 2002 e lo era rimasto, fino all'ultimo respiro. La nostra squadra è un fatto di pelle, di cuore e al Presidente era entrata dentro presto, molto presto. Dal primo giorno di quasi undici stagioni alla guida blucerchiata.

S'impegnò per una parola data, da galantuomo qual era. S'impegnò in prima persona per salvare la Sampdoria da una fine certa, per provare a rifarla grande. Ci riuscì, riportandola in A al primo colpo, in Europa, in Champions League. Poi - come in ogni grande passione che si rispetti - non mancarono le delusioni, ferite ancora aperte, che resero più dura la lotta contro la malattia. Ma non fiaccarono l'animo del Presidente, il secondo nella storia per longevità e traguardi dopo l'altro numero uno che accompagnò nei suoi trionfi con tre lettere in fila cucite sul petto in stampatello.

Uomo, padre, nonno. Imprenditore, industriale, dirigente sportivo. Noi vogliamo ricordarlo semplicemente così, sotto la Sud. Con la sciarpa al collo e le braccia al cielo. Vogliamo ricordarlo da sampdoriano. E da sampdoriani ringraziarlo. Ciao e grazie, Presidente".

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