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Il tecnico rossazzurro non vuole sbilanciarsi troppo e preferisce pensare soltanto all'obiettivo permanenza. E con la Fiorentina, dice, non sarà uno scontro diretto.

Il Catania vince anche a Marassi, e qualcuno inizia a pensare all'Europa. Una piacevole distrazione, non troppo gradita, però, al tecnico Rolando Maran, che ha fatto della concretezza e del pragmatismo le armi vincenti della sua carriera. La squadra, a suo avviso, deve concentrarsi soltanto sull'obiettivo salvezza. Solo a cose fatte, sarà lecito guardare un po' più in alto.

"Le motivazioni devono nascere da dentro, non da situazioni di classifica - le parole del tecnico rossazzurro a 'Radio Sportiva' - Non è difficile tenere tutti sulla corda, ma far capire ai ragazzi che ogni giorno devono migliorare al di là dell'obiettivo salvezza".

A chi gli fa notare che ha totalizzato 6 punti in più del predecessore Montella, Maran risponde così: "Io so quanti ne abbiamo fatti noi e mi bastano. 32 punti con qualche rimpianto è un buon segno, qualcosa l'abbiamo lasciato non per demerito nostro. Ma guardiamo avanti con fiducia, il passato è passato".

Contro il Genoa è arrivato un successo pesantissimo, ancor più prezioso a causa dell'emergenza: "Il cambio di modulo di ieri è stato dettato dalle assenze, il risultato ci ha dato ragione e i ragazzi hanno interpretato la gara per come l'avevamo preparata. Era una partita dura per la loro situazione di classifica. Certo, è stata indirizzata nei primi minuti dal nostro goal-lampo e dall'errore di Borriello subito dopo, ma sappiamo che tutto si basa sugli episodi".

Secondo Maran, che tra i suoi allievi ha speso parole di grande elogio per Lodi ("E' pronto per una grande"), definire il prossimo impegno con la Fiorentina come uno scontro diretto "non è giusto, anche se la classifica la vediamo. Prima arriviamo al nostro obiettivo, sognare va bene ma dobbiamo essere realisti".

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