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Il nuovo tecnico rossoblù si troverà a fare i conti con le macerie lasciate da Del Neri. Ed il calendario adesso gli mette subito di fronte la Juventus capolista.

Allarme rosso: il Genoa perde di nuovo in casa (stagione da record, in negativo, per quanto concerne le debacle interne del Grifone) e si colloca a -3 dalla quota salvezza, che a questo punto pare un'impresa disperata,  nonostante l'esiguità del distacco dovrebbe consigliare fiducia, non fosse che la forma psico-fisica dei liguri è talmente opaca e fiacca che, unita a malintesi tattici mai risolti, rischia di vanificare da sola qualsiasi sforzo per ribaltare la situazione.
 
COSA VA - Se il Genoa potrà e vorrà risorgere, dovrà fare affidamento sugli esterni, dove al momento riesce ad esprimere le cose migliori. Contro il Catania si è visto in posizione d'ala destra il "cavallo di ritorno" Ruben Olivera, jolly a tutto campo che ha messo in mostra buoni spunti fintanto che il fiato gli ha retto. A sinistra la coppia Moretti-Antonelli si conferma solida e affidabile, mentre capitan Rossi, utile sia come tornante che come terzino destro, con il suo spirito di sacrificio e di abnegazione rappresenta un valore aggiunto fondamentale per una squadra che ha dannatamente bisogno di punti di riferimento,  non solo e non tanto sul piano tecnico.

COSA NON VA – Delneri, giunto al capolinea della sua avventura genoana, ha insistito a lungo con la difesa alta e la tattica del fuorigioco, ma i risultati non sono mai stati soddisfacenti.  Contro il Catania è stata proprio l'errata applicazione dell'offside a permettere a Bergessio di rompere il ghiaccio dopo appena 4', mandando in tilt un Grifone che appare fragilissimo anche sul piano nervoso e caratteriale, altra grande criticità con la quale dovrà fare i conti il nuovo mister Ballardini. Sul piano tecnico, c'è da valutare con estrema attenzione la compatibilità di Immobile e Borriello, che faticano a trovare, e soprattutto a mantenere, il giusto feeling.

TOP & FLOP – Dal disastro collettivo salviamo soltanto, soprattutto per incoraggiamento, Olivera, di cui abbiamo già parlato in precedenza, e l'altro neoacquisto Nadarevic, gettato nella mischia da Delneri nel momento peggiore del match e incolpevole della sconfitta.

Male l'atteggiamento complessivo della squadra: i giocatori sembrano eccessivamente timorosi e bloccati, incapaci di applicare con continuità e fluidità gli schemi tattici, incerti nell'impostazione del  gioco e carenti in interdizione.

CONSIGLI PER IL MISTER – Ballardini, che visse la sua prima esperienza al Genoa con una squadra dallo spessore e dalle ambizioni del tutto differenti da quello attuale, è chiamato a un'impresa titanica: salvare i rossoblu dalla retrocessione ridando al Grifone carattere, fiducia nei propri mezzi e un'idea di gioco efficace.  A una decina di giorni dalla fine del calciomercato, con una formazione ridisegnata in queste settimane per compiacere un altro allenatore, il mister romagnolo non potrebbe trovarsi di fronte a una sfida più difficile: per provare a vincerla, bisogna fare affidamento su un modulo semplice e affidabile come il 4-4-2, impostare  una formazione basata soprattutto su elementi esperti e caratterialmente forti (Frey, Manfredini, Rossi), e lavorare tantissimo sulla "testa" dei giocatori.

IL FUTURO – Anche il calendario non dà una mano al neo-mister: nel prossimo turno il Genoa è atteso dall'improba trasferta di Torino per affrontare la Juventus capolista. Partita tostissima, quasi impossibile sulla carta anche viste le condizioni deficitarie in cui versano i grifoni. Ma il campionato non può attendere, e gli uomini di Ballardini devono fornire già delle risposte, almeno a livello caratteriale, per continuare a dare un senso alla rincorsa salvezza.

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