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L'allenatore giallorosso ne ha come sempre anche per il suo 'vecchio amico' Moggi, che ha cambiato idea sulla discesa in politica: "Non si candida più? Meno male...".

Non arretra di un passo rispetto alle proprie convinzioni, come suo solito, Zdenek Zeman nel dopo partita del pareggio casalingo contro l'Inter, che allontana la prospettiva di Champions per la sua Roma.

a) Nella gara dell'Olimpico i suoi ragazzi hanno giocato meglio di quanto fecero nella vittoria di San Siro dell'andata b) La qualificazione alla massima competizione europea è tuttora un obiettivo concretamente alla portata della Roma: questo in sintesi lo 'Zeman-pensiero', che tuttavia cozza con il dissenso espresso dai tifosi giallorossi.

Sul tema il boemo la vede così: "I fischi? Io non ho sentito nulla. Ma comunque è normale prendere i fischi quando non vinci. Qui poi l'ambiente dalla prima giornata è stato abbastanza ostile alla squadra. Da parte nostra dobbiamo lavorare per meritare la fiducia dei tifosi. Abbiamo cambiato 14 giocatori, molti dei quali sono giovani: è difficile affermarsi subito, tutti avrebbero problemi. Cercheremo di fare meglio. Grazie al mercato? Sì e no. Bisogna vedere, scegliere bene... Ci manca qualcosa, ma dobbiamo fare la cosa giusta, può succedere di tutto".

Tornando specificamente al match di domenica sera, Zeman replica poi alle recriminazioni degli interisti sul rigore - giudicato da loro inesistente - sanzionato per il fallo di Ranocchia su Bradley: "Guarin sul goal del pari dell'Inter l'ha toccata con la mano, per me il fallo c'era. In generale, fino a questo punto sono contento delle prestazioni, ma non dei risultati...".

Non può mancare infine una battuta per il 'vecchio amico' Luciano Moggi, che ha deciso di non candidarsi - come sembrava in un primo momento - nella lista del partito di Stefania Craxi per le prossime elezioni politiche: "Moggi non si candida più? Meno male...".

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