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Il presidente del Pescara, dopo la sconfitta con il Torino, se la prende con la squadra per l'atteggiamento messo in campo e con l'arbitro per alcune decisioni dubbie.

Il Pescara cade in casa sotto i colpi del Torino e complica ancora una volta la questione salvezza. Il presidente Daniele Sebastiani ha espresso tutta la sua rabbia rimproverando i propri giocatori di non essere scesi con il giusto atteggiamento in campo, attaccando poi anche l'arbitraggio per qualche decisione dubbia.

Come riportato dal 'Corriere dello Sport', il patron del club abruzzese ha bacchettato la squadra: "No, così non ci siamo. Chi lotta per salvarsi e affronta uno scontro diretto in casa deve scendere in campo con il coltello tra i denti, altrimenti diventa tutto difficile. Il primo tempo è stato davvero negativo, nella ripresa ci sono stati dei miglioramenti, però non è sufficiente".

Sotto accusa anche l'arbitraggio della gara, culminato con l'espulsione di Bergodi e del d.s. Delli Carri, Sebastiani non ci sta: "Mazzoleni e gli assistenti hanno creato un clima di terrore. E poi ci chiedono di essere collaborativi! C’è stato quel gol in fuorigioco, per non parlare dell’espulsione di Weiss, davvero vergognosa".

Dal canto suo il tecnico Bergodi non si spiega una prestazione così negativa: "Non posso credere che sia subentrato l’appagamento prima di uno scontro diretto. Purtroppo non lo so, non sto nella testa dei giocatori. Può darsi che abbia sbagliato anch’io qualcosa. Dovrò lavorare molto sull’aspetto psicologico. Nel primo tempo siamo scesi in campo senza quella determinazione che per noi è indispensabile. Siamo rimasti sorpresi anche sul primo gol del Torino, eppure avevamo studiato bene le loro percussioni esterne con i “veli” degli attaccanti. E’ mancata la necessaria aggressività. Diciamo che c’è da migliorare l’aspetto caratteriale, perché poi quando nel secondo tempo è tornato il furore agonistico si è vista un’altra squadra".

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