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"Il direttore di gara è deputato a tali decisioni" dice il presidente dell'Aia. Sugli arbitri di porta: "Le statistiche dicono che fin qui l'esperimento è stato positivo".

Preoccupante: in tre settimane, due casi di abbandoni di campo per episodi di razzismo. Protagonista sempre la Pro Patria, prima nell'amichevole contro il Milan e poi - a livello giovanile, nella categoria Berretti - contro il Casale. Anche il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi dice la sua sull'argomento.

"È assolutamente giusto pronunciarsi contro ogni forma di razzismo - dichiara a 'Stadio Sprint' - però credo che questa della sospensione delle partite non possa diventare una moda. La nostra posizione è netta: c'è l'arbitro deputato a prendere decisioni del genere, non è giusto che chiunque possa sovrastarlo".

Nicchi dà un'opinione anche sull'ampliamento del numero di arbitri in campo, giunti ora a cinque con i due dietro alle rispettive porte. "L'arbitro addizionale non può avere la stessa visibilità del direttore di gara, però le statistiche dicono che in 26 occasioni su 35 ha segnalato correttamente gli episodi, in quattro è stato neutro e solo in cinque ha sbagliato".

Dunque, pollice in su per l'esperimento nonostante le critiche di gran parte dell'opinione pubblica, che giudica inutili i due arbitri addizionali. "Direi di sì, sta procedendo positivamente. Ma questa stagione serve soprattutto a far sì che il sistema calcio metabolizzi questi cambiamenti".

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