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L'ex allenatore dell'Inter, dopo aver abbandonato visibilmente nervoso la sala stampa, è poi tornato sui suoi passi per parlare di mercato, Klose e futuro rosanero.

Non è per nulla tranquillo Gian Piero Gasperini, tecnico traballante del Palermo, penultimo in classifica. La conferenza stampa di vigilia (domani i rosanero affronteranno la Lazio) ha visto l'ex allenatore dell'Inter lasciare la sala interviste visibilmente nervoso.

Arrivi e cessioni, Palermo provvisorio. Il Gasp ascolta la domanda, dà la formazione e lascia la sala stampa: "Nelle idee spero di no, non penso si sia mai potuto dire così. Domani, comunque, giocheranno Ujkani, Von Bergen, Aronica, Garcia, a centrocampo Morganella e Dossena sugli esterni, Rios e Kurtic centrali, in avanti Ilicic, Dybala e Miccoli. In panchina Donati, Benussi, Viola, Brichetto, Sanseverino, Malele e Bollino. Vi saluto".

L'allenatore isolano poi torna sui suoi passi, si siede e risponde ad ulteriori quesiti: "E' la partita della vita? Abbiamo dieci partite in casa, alcune con dirette concorrenti, altre con squadre di vertice. La Lazio è una di queste, ha fatto solo tre punti in meno della Juventus, è pari a Napoli e Milan, una partita difficilissima, però abbiamo l'esigenza di far punti, soprattutto in casa".

Manca Klose, ma sarà comunque complicato: "Non cambia niente per noi, la Lazio è una delle piacevoli sorprese di quest'anno per organizzazione di gioco e qualità di giocatori".

"Non ho mai parlato di mercato fino a gennaio, poi ho detto che c'erano dei ruoli scoperti. Per esempio in avanti senza Hernandez e Budan facciamo fatica. E anche se si fa male uno come Brienza fatichiamo. Non riusciamo schierare mai contemporaneamente Ilicic, Miccoli e Brienza. Ci mancano i numeri".

Prima degli acquisti serve aspettare: "Ora magari dobbiamo soffrire, mentre a fine gennaio avremo una rosa completa e più forte. Ne sono convinto. Ora dobbiamo adattarci un pochino. Ripartiamo dalla prima mezz'ora col Napoli nella quale abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari con chiunque. Ma dovremo essere molto più concreti".

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