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Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Palermo, il tecnico della Lazio ha fatto il punto su momento e ambizioni della squadra biancoceleste

Toccherà alla Lazio, impegnata domani alle 18 sul campo del Palermo, l'onore di aprire il programma della seconda giornata di ritorno. Per Vladimir Petkovic quella del 'Barbera' sarà una prova importante per testare i progressi dei suoi, attualmente al secondo posto (in coabitazione col Napoli) a -3 dalla Juventus capolista. Un successo porterebbe gli aquilotti provvisoriamente in vetta, prima, tra l'altro, della doppia sfida di Coppa Italia con i bianconeri (martedì l'andata a Torino).

"Palermo? Un avversario duro, molto motivato, che è obbligato a fare punti - ha spiegato Petkovic nella conferenza della vigilia - Dovremo dare il 100%, e anche qualcosa in più". Per il tecnico bosniaco non mancano i dubbi di formazione: "Valuterò con calma, fino all'ultimo, chi portare con me, tra stasera e domattina farò le mie scelte. Potremmo anche variare il nostro gioco, vedremo".

E' una Lazio che, a suo dire, sta intraprendendo un percorso ben preciso: "Sono soddisfatto, la squadra sta crescendo sotto tutti i punti di vista, anche quando non abbiamo giocato al top, abbiamo sfruttato ogni occasione per vincere. Abbiamo dimostrato di poter affrontare allo stesso modo tutte le partite, anche quelle infrasettimanali, e poi anche le altre hanno gli stessi impegni. Ci saranno alti e bassi, l'importante è giocare con l'approccio giusto".

Petkovic, in questa fase, cerca soprattutto "conferme, fuori casa ultimamente abbiamo chiuso le gare con la porta inviolata. Voglio una squadra che sappia cambiar pelle anche in corso d'opera". Idee chiare anche in tema mercato: "Nel fare acquisti bisogna valutare gli equilibri, ma credo che chiunque arriverà non incontrerà problemi. Abdellaoue? Lo conosco bene, potrebbe giocare in Italia, anche se ultimamente ha avuto qualche problema".

Probabilmente i biancocelesti non vengono molto considerati dalla critica, ma per lui non ci sono problemi: "Viaggiamo a fari spenti? No, per noi c'è sempre stata la luce. Noi dobbiamo seguire la nostra strada e sperare che Juve e Napoli, due squadre che possono decidere da sole il campionato, facciano passi falsi". In chiusura, una battuta sull'assoluzione degli azzurri nella vicenda Gianello: "Se hanno deciso così vuol dire che non sono colpevoli".

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