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Il Giudice Sportivo ha sottolineato che la decisione del Milan di abbandonare il campo era stata dettata dalla volontà di “dare un segnale forte e chiaro” contro il razzismo

Il Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel ha deciso di archiviare gli atti relativi all'amichevole Pro Patria-Milan del 3 gennaio scorso, passata alla cronaca per i beceri cori razzisti contro Boateng e la storica decisione del club rossonero di lasciare anzitempo il terreno di gioco.

Nel comunicato emesso Tosel spiega che "nel vigente ordinamento calcistico, nessuna norma prevede che una squadra possa interrompere una gara e abbandonare il recinto di giuoco se non in conformità alle disposizioni impartite all'arbitro ovvero dall'autorità di pubblica sicurezza, ma gli essenziali valori che informano lo sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti esclusivamente per il colore della sua pelle".

Dunque nessuna sanzione per il Milan: è prevalso il buon senso e la nobile motivazione che ha spinto Ambrosini e compagni ad abbadonare il campo di Busto Arsizio. Tosel d'altronde ha sottolineato che la decisione del Milan era stata dettata dalla volontà di “dare un segnale forte e chiaro” contro il razzismo.

Proprio quest'oggi erano emersi i primi dettagli dell'intervista che il sindaco di Busto Arsizio Farioli ha concesso a 'Chi' nella quale chiede scusa a Boateng e invita il Milan a tornare in campo contro la Pro Patria il prossimo 28 gennaio.

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