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Il centrocampista, oggi al Sion, ha poi riempito di elogi Carlo Ancelotti: "E' stato amico, allenatore, maestro e compagno. Era sempre pronto ad ascoltarmi quando avevo problemi".

Rino Gattuso, attualmente in forza al Sion nel campionato svizzero, è tornato a parlare del Milan e della sua carriera in una lunga intervista a 'Undici' su 'Italia due', ripercorrendo e dando una lettura diversa di alcuni degli episodi più discussi, come gli insulti a Leonardo e lo scontro con Joe Jordan, ai tempi vice allenatore del Tottenham, in un infuocato match di Champions League contro gli Spurs.

"Quello che ho fatto è stato tutto un sogno, - ha detto - per tredici anni ho giocato da capo ultrà, mi è stata data la possibilità di indossare la fascia di capitano e la maglia che ho sempre amato. Quando sono arrivate le vittorie non me le sono mai godute e ho sempre pensato a quello che sarebbe dovuto arrivare dopo. Con il tempo sono diventato perfezionista, avendo meno doti degli altri ho sempre dovuto lavorare su di me. Il Mondiale del 2006? Ho sempre sognato di giocare questa competizione, ma mai di vincerla".

Gattuso ha poi ricordato i momenti belli e quelli più duri vissuti nella sua permanenza in rossonero. "La finale di Champions contro la Juve è stata la prima gioia, il primo sogno che si è avverato. - ha affermato - I rigori? Sheva sembrava avere dei tic prima di calciare, se si andava ad oltranza sarei potuto morire su quel dischetto. La finale di Istanbul? Un vero incubo che durò dal 2005 al 2007".

Segue una battuta su Cristiano Ronaldo, affrontato a San Siro con il Manchester United proprio nel 2007. "Quella sera me lo sono mangiato", ha scherzato Gattuso, che non ha perso il suo umorismo.

Il centrocampista del Sion si è poi soffermato su due episodi discussi della sua carriera. "Leonardo? Grande giocatore, grande compagno di squadra, grande c****a averlo insultato dalle transenne. - ha dichiarato Gattuso - Gli ho chiesto scusa, un po' di veleno c'era, ma delle colpe ce le avevo. Ho voluto fare la Confederation's Cup, lui mi ha fatto vedere un dvd di come giocavo quell'anno e poi ho capito. Aveva ragione, il carattere mi ha giocato un brutto scherzo”.

Un discorso più o meno simile Gattuso lo ha fatto per il famoso screzio in Champions League con Joe Jordan, ai tempi vice-allenatore del Tottenham. "La testata a Joe Jordan? Un'altra c****a pazzesca, non c'entrava niente, per un fallo laterale mi sono avvelenato con lui. - ha sottolineato Gattuso - C'è una storia per cui avevo perso la testa, al 20' del secondo tempo da Palacio subisco una scivoltata, vedo l'osso del ginocchio, divento un animale e non capisco pià nulla. Vedevo il ginocchio aperto, quello operato, sapevo quello che avevo sofferto. Volevo farmi giustizia da solo e ho fatto una bruttissima figura e l'ho pagata".

Parole al miele, invece, per l'attuale tecnico del PSG Carlo Ancelotti: "Un amico, allenatore, maestro, compagno. - ha detto di lui Gattuso - Ogni volta che avevo problemi lui era pronto ad ascoltarmi, davvero un grande amico, tuttora ci sentiamo e lo considero più di un amico, è stato un grande per me".

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