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Il difensore dell'Inter, premiato per il suo buon avvio di stagione, sì è confessato a trecentosessanta gradi: "Devo ancora migliorare, Inzaghi era immarcabile".

L'ottimo girone d'andata vissuto in maglia nerazzurra ha dato i suoi frutti. Andrea Ranocchia, difensore centrale dell'Inter, è stato infatti premiato da 'WhoScored', sito di statistiche tra i i più importanti d'Europa.

In tale occasione Ranocchia ha rilasciato una lunga intervista, riportata integralmente da 'FcInterNews.it', in cui si racconta a trecentosessanta gradi e ringrazia il tecnico Stramaccioni: "Il suo arrivo ha avuto un grande impatto su di me. Ha creduto in me dall'inizio, Ranieri invece aveva fatto diversamente. In estate abbiamo lavorato nella consistenza difensiva e ora siamo migliorati. Crediamo nel nostro potenziale e siamo equilibrati".

Quindi il centrale nerazzurro confessa: "Rispetto al mio arrivo all'Inter credo di essere migliorato in tutto. Arrivai nel gennaio del 2011, ero giovane, da quel momento sono cresciuto psicologicamente ancor più che fisicamente. Ora sono più cosciente del mio potenziale e delle mie capacità, quindi credo di essere più forte rispetto a quando arrivai ad Appiano per la prima volta".

E ammette: "Ho sempre avuto un idolo in passato. Ma non rappresenta il passato, perché gioca ancora: è Alessandro Nesta, è di un'eleganza fantastica. Ha qualità e innumerevoli caratteristiche specifiche, come non avevo mai visto prima. Un esempio da seguire".

Poi Ranocchia rivela: "L'attaccante più difficile da affrontare è stato Pippo Inzaghi, perché era sempre dietro di te, non di fronte. Questo complica tutto, perché il difensore non vede la punta. Inzaghi giocava sulla linea del fuorigioco e prenderlo era difficilissimo".

Infine il difensore azzurro sottolinea gli aspetti ancora da migliorare: "Devo fronteggiare meglio i giocatori più piccoli di statura, quelli non alti o forti fisicamente, ma molto veloci. Mi trovo meglio con la classica prima punta forte da marcare". E proclama: "Sono certo che possiamo ancora giocare per lo Scudetto. La distanza con la Juventus c'è, ma ricordo nel gennaio 2011 eravamo a tredici punti dal Milan e arrivammo al derby con due punti di distacco".

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