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L'attaccante tedesco è rimato stregato dal derby capitolino: "Solo qua in Italia ho imparato il vero significato di questa sfida. E' qualcosa di fantastico ed emozionante".

A Roma, si dice spesso, il derby vale una stagione. Ma la rinnovata Lazio di Petkovic, che pure ha vinto quello di andata, non vuole di certo limitarsi a questo genere di soddisfazioni. A -3 dalla vetta si può sognare, a maggior ragione disponendo di un bomber come Miroslav Klose. Il tedesco non si è nascosto dietro troppi giri di parole: solo da noi, ha spiegato, si può capire la vera essenza di una stracittadina.

"Il derby, per com'è vissuto nella Capitale, non si può paragonare a quelli tedeschi - le parole di Klose nel corso di un'intervista a 'Lazio Style Channel' - Solo qua in Italia ho imparato il vero significato di questa partita. E' qualcosa di fantastico, ti emozioni ancor prima di giocarla. E poi vedere le facce sorridenti dei tifosi a Formello è qualcosa di speciale. Si gioca a calcio anche per questo, per rendere felici le persone".

L'attaccante teutonico ha poi ricordato il suo arrivo in Italia. "I primi mesi a Roma sono stati un periodo emozionante. - ha affermato - Per la prima volta andavo a giocare all'estero. Trasferirsi con la famiglia, era assolutamente il passo giusto da fare, sto benissimo con i miei cari. La squadra mi ha accolto bene e quando alla fine riesci a dare il tuo contributo con i goal è ancora più bello. Roma, poi, è una città bellissima. Quando mi capita di andare in centro resto estasiato dai monumenti e dalle opere d'arte".

"Poi ho incontrato il Papa:
- ha proseguito - un ricordo che non dimenticherò mai. Quando posso vado a pescare. Lo faccio da sempre, mi rilassa molto. Una cosa su cui non ho problemi in Italia è il cibo: si mangia davvero molto bene qui".

Klose ha spiegato quindi il perché del ricorso alla vasca di ghiaccio dopo gli allenamenti. "L'ho scoperta con Klinsmann in Nazionale, - ha rivelato - e da allora non ho più smesso".

L'ex Bayern si è poi soffermato sul suo passato: "Da giovani non si può prevedere come andrà la propria carriera calcistica, bisogna procedere a piccoli passi e salire pian piano verso l'alto. Ho fatto molti sacrifici, rinunciato a tante cose, ma in questi anni, per fortuna, sto raccogliendo i frutti di tutti i miei sforzi".

Klose ha quindi parlato dei suoi allenatori. "Tutti gli allenatori sono importanti, da tutti puoi imparare qualcosa ma quello decisivo è sempre il primo che incontri. Nel mio caso è stato Otto Rehhagel, che mi ha aperto le porte del calcio professionistico. Ero al Kaiserslautern, nella seconda o terza partita di Europa League contro i Glasgow Rangers in casa ho segnato ed è stato un momento veramente emozionante".

Il tedesco ha ripercorso brevemente le tappe della sua lunga carriera. "Durante i primi cinque anni a Kaiserslautern ho imparato molto, poi ho fatto il passo successivo al Werder Brema, altri tre anni, dove ho vissuto un anno speciale, conquistando  per la prima volta la classifica dei cannonieri. Vincere il titolo di capocannoniere è sempre stato il mio obiettivo. Infine il passaggio più importante al Bayern Monaco, che mi rende orgoglioso".

Ora nel presente del bomber di Germania c'è la Lazio, che, sentitamente, ringrazia: dallo scorso anno, sono già 26 i goal complessivi messi a segno da Klose con la maglia biancoceleste. Un attaccante di questo calibro, nella Capitale, non lo vedevano da anni.

Ma un pensiero va anche alla Germania e al record di Gerd Müller. "E' chiaro che prima o poi lo supererò, - ha affermato - ma i suoi record sono un'altra cosa, resteranno sempre nella memoria di tutti. La delusione più grande? Ai Mondiali del 2006, in casa, dove vinsi il titolo di capocannoniere ma fummo eliminati in semifinale dall'Italia....".

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