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Il numero 1 rossonero era stato fermato da un guaio alla schiena, lasciando il posto al suo secondo. Tornato col Siena, con la Samp si è rivelato decisivo con quattro parate.

Cristian Abbiati è uno abituato ai sorpassi. Nella propria carriera, del resto, ne ha compiuti a bizzeffe. A Sebastiano Rossi, a Dida, ora ad Amelia. Così come contro il Siena, anche a Genova Allegri ha deciso di puntare di nuovo su di lui, lasciando in panchina il portiere romano che pure aveva giocato da titolare fino alla sosta.

Il mal di schiena aveva costretto il 35enne numero 1 di Abbiategrasso allo stop, regalando una maglia da titolare al suo secondo. Ma nel delicato scontro con la Sampdoria l'allenatore del Milan gli ha ridato fiducia: quella fiducia che, in verità, non ha mai smesso di regalargli nemmeno durante il periodo in infermeria.

Abbiati l'ha ripagata. E alla grande. Quattro parate decisive, in particolar modo nei primi minuti, quelli dell'assalto schiumante rabbia dei blucerchiati, che già avevano festeggiato all'andata e avevano tutta l'intenzione di ripetersi. Quattro parate - su De Silvestri, Poli, Eder ed Estigarribia, che hanno permesso che il risultato si stabilizzasse sullo 0-0.

Ora, la questione è aperta. La concorrenza per i pali rossoneri, di più. "Il Milan ha fatto bene a mettersi in casa due portieri così - ha detto Giovanni Galli, ex numero 1 e ora opinionista, a 'Premium Calcio' - Abbiati è il titolare, ma i suoi problemi hanno permesso ad Amelia di giocare di più. Ma credo che per il futuro la società debba prendere un portiere di livello".

Intanto, il presente dice che il Milan deve puntare sui due portieri che ha in casa. Amelia non è dispiaciuto quando è sceso in campo, ma Abbiati garantisce quell'esperienza e quella sicurezza che in una squadra in fase di transizione appare fondamentale. Allegri, che può contare su due numeri 1 affidabili, gongola. Chi la spunterà?

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