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Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Catania, il tecnico giallorosso sprona Mattia Destro: "E' un giocatore importante, il problema è la mentalità".

Sempre serafico e convinto di se stesso e delle possibilità della sua Roma, Zdenek Zeman non si smentisce neanche nella conferenza stampa di vigilia del match di domenica contro il Catania.

"Che risposte cerco? Non le cerco da domani, le cerco dalla prima giornata. Il problema dei risultati è che non sempre hanno corrisposto alle nostre prestazioni. Spero troveremo la continuità nei risultati perchè sul piano del gioco sono stato spesso contento. Dobbiamo crescere nella continuità nei 90 minuti e nella voglia di competere sempre, a volte noi molliamo 5 minuti. La crescita è solo mentale, non tecnica nè tattica...".

Con tale premessa, si capisce come il boemo punti sempre al massimo: "Terzo posto? Noi ci dobbiamo provare, è il nostro compiro, nel girone d'andata si è visto che possiamo competere con tutti. Cosa ci manca? Le squadre perfette non esistono, noi abbiamo sbagliato più del normale, abbiamo subìto tanto in situazioni in cui non si doveva subire. Ripeto, serve concentrazione e applicarsi di più specialmente domenica. Se siamo all'altezza delle grandi? Noi dobbiamo cercare di recuperare e fare meglio di loro, non sarà facile ma per me si può fare".

Zeman si sofferma poi sui singoli, in particolare su quel Mattia Destro da cui ci aspetta sempre salto di qualità. Contro gli etnei l'attaccante ascolano ha una grande chance di risalire le gerarchie, stante la concomitante assenza di Osvaldo: "Per me ha grandi mezzi e qualità e quindi me lo sta confermando, normale che quando si perde si dice colpa di Destro, per me non è così, per me è un giocatore importante e diventerà ancora più importante. Lui le potenzialità ce l'ha, penso lo abbiano visto anche gli altri. Deve trovare la convinzione che lo può fare e lo deve fare, quando la troverà ci darà soddisfazioni. Il suo problema è solo di mentalità".

Conferenza soft? Non esattamente, nonostante il classico tono di voce del boemo, visto che un paio di bordate le piazza. La prima quando si passa a parlare dell'avversario di domenica: "Che partita mi aspetto a Catania? La Roma cercherà di fare la sua partita, a Catania il problema è l'ambiente, qualcuno pensa più a quello che succede fuori e non riesce a esprimersi, dobbiamo far vedere che siamo la Roma. Che partita faranno? Loro hanno tre giocatori con caratteristiche offensive, poi dipende da quanto è lunga la squadra e da come lavora insieme. Loro non hanno mai dominato la partita sul possesso ma hanno dominato sul dribbling, sulle ripartenze, è una squadra tipicamente italiana".

L'altro lampo Zeman lo regala quando gli si chiede dell'incontro che sarebbe avvenuto nell'autunno scorso tra Baldini e Guardiola a New York. Stavolta il boemo usa quel contropiede che sul campo di calcio disdegna: "Notizie che mi destabilizzano? Strano che sta notizia sia uscita oggi, io lo sapevo da ottobre che si sono incontrati... Questa cosa non mi tocca, la dirigenza può fare ciò che vuole, se io incontro 100 giocatori non è detto che li sto comprando...".

Finito? Macchè, ecco serviti anche Moggi che entra in politica e la Lega di Serie A che non riesce a mettersi d'accordo sull'elezione del nuovo presidente: "Sono due immagini del nostro calcio attuale e anche della nostra politica attuale... L'inversione di campo a Firenze? Per me è una cosa illogica. Dai criteri che sono stati stabiliti, un criterio è che la squadra che si è classificata meglio l'anno prima ha il vantaggio di giocare in casa. La contemporaneità, visto che non c'è, è un'altra situazione...".

Chiusura su Dodò e sul dualismo De Rossi-Tachtsidis: "Dodò aveva dei problemi e ogni tanto continua ad averli. Questa settimana ha fatto tutto con noi, l'altra settimana si è fermato, speriamo si riescano a risolverli, si è allenato e per me si è allenato anche bene, poi magari arriva martedì e accusa qualche problema che noi finora non siamo riusciti a risolvere. Se sono cambiate le gerarchie nella posizione di regista? No, perchè considero Tachtsidis più regista di Daniele, ma ho giocatori che possono giocare tutti, dipende da quello che voglio fare io. Certo, era meglio avere a disposizione anche Osvaldo e Pjanic, ma penso si possa giocare anche senza di loro. Le troppe reti subite? I goal subiti succedono quando la palla finisce nella nostra rete... Io penso che la seconda squadra del campionato ha una differenza tra goal fatti e subiti minore e io sono contento così".

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