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Nelle ultime sei partite ha collezionato 9 punti, due in più dell'Inter. Con lui il Pescara ha cambiato faccia: "Ho lavorato sulla psicologia dei giocatori, giocano alla morte".

"Era il mio esordio in A. Non posso dimenticarlo. Noi, ragazzi emozionatissimi, che esordivamo a casa dell’Inter del Trap. In panchina c’era Galeone. Vincemmo 2-0, reti di Galvani e Sliskovic. Ma all’inizio ci tremavano le gambe...". Bergodi, intervistato dal 'Corriere dello Sport', ricorda benissimo l'ultimo exploit del suo Pescara a San Siro, ed oggi sogna il bis.

"Beh, andiamoci piano... siamo coscienti delle nostre possibilità ma anche della grande della forza dell’avversario", continua il tecnico che ha dato una nuova carica agli abruzzesi: "Ringrazio i ragazzi, che mi hanno seguito. Hanno capito il cambiamento. Io credo di aver lavorato molto sulla psicologia dei giocatori, facendo capire loro che con il lavoro assiduo, con la determinazione, i risultati potevano arrivare".

Del resto nelle ultime sei partite ha fatto più punti di Stramaccioni, nove contro sette: "Vuole dire poco. Anzi nulla. A Firenze siamo stati anche fortunati, non posso ignorarlo. Tuttavia a Milano non faremo barricate, sto lavorando per costruire, non per distruggere, come ho fatto ovunque. Io ero un difensoraccio (ride) , non certo un fenomeno, ma ho sempre avuto il culto del bel gioco".

Il trucco di Bergodi è "imparare a gestire le sconfitte", così è riuscito a risollevare il Pescara: "E’ stato importante il gruppo dei più esperti: mi hanno aiutato nello spogliatoio, a far capire agli stranieri che qui una partita è questione di vita o di morte, sempre. Chi lotta per salvarsi in genere perde e ogni tanto vince, non il contrario. Bisogna imparare a gestire le delusioni senza farsi soffocare".

E poi ci sono giovani di talento, come Quintero, Weiss e Perin: "Sono ragazzi che possono e devono ancora crescere. Perin doti notevoli, fisiche e temperamentali. Ma una su tutte: si fa scivolare addosso gli errori, li sa metabolizzare, e ripartire. Se continua così avrà un futuro importente".

Domenica quindi il Pescara va a Milano per fare come a Firenze, l'obiettivo di Bergodi è sorprendere ancora: "Ho già detto ai miei di dimenticare ciò che abbiamo fatto, di cancellarlo. Ma è vero che i successi danno autostima, morale, convinzione. Dobbiamo provare a far punti anche sui campi proibitivi, come è stato a Firenze. E Milano è tra questi".

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