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Il portiere brasiliano ha raccontato quanto è stata dura la sua lunga esperienza in panchina, che per lui è stata una sorta di lezione di vita: "Ora sono più maturo...".

Norberto Murara Neto, meglio conosciuto come Neto, è un uomo forte. Arrivato alla Fiorentina nel gennaio 2011, ha dovuto sorbirsi una sfilza interminabile di panchine prima di guadagnarsi un posto da titolare tra i pali della squadra viola. Per lui potrebbe essere iniziato un nuovo capitolo della sua avventura italiana.

"Con le mie parate voglio aiutare la Fiorentina a conquistare un posto in Champions - ha spiegato il portiere brasiliano alla 'Gazzetta dello Sport' - Dopo due anni senza giocare sono pronto a dare il 200 per cento pur di non perdere questo treno che finalmente è passato".

Neto è riuscito a scalzare il 'tifoso' Viviano con una bella dose di ostinazione: "Ho imparato che è sbagliato volere tutto e subito. Che la sofferenza aiuta a crescere. Oggi sono più forte rispetto al Neto sbarcato a Firenze nel gennaio del 2011 fresco di convocazione nella Seleçao. Sono più maturo".

Il rapporto con il collega, assicura, è buono: "Non siamo due sfidanti ma due professionisti che cercano di fare bene il proprio lavoro. Sono stato due anni ad aspettare senza dire niente e senza fare cose sbagliate. Mi aspetto lo stesso comportamento da Viviano".

Domenica il ritorno a Udine, dove per lui c'è stata di recente la svolta: "Ricordo di aver pregato tanto quel pomeriggio prima di scendere in campo. La fede è una compagna di viaggio che non tradisce mai. In Coppa Italia è andata benissimo a cominciare dalla parata sul colpo di testa di Di Natale. Domenica sarà un'altra battaglia. Muriel e Di Natale sono due grandi attaccanti".

Tra i suoi idoli, racconta, c'è Buffon, ma a suo giudizio il portiere più forte al mondo rimane "Casillas anche se ora non gioca. Il calcio è matto". Un chiodo fisso è la maglia del Brasile: "Uscito di scena Julio Cesar la maglia numero uno della Seleçao è senza padrone. Io ci provo".

Così come farà bene a provarci, per tornare tra i titolari, Viviano, incoraggiato così dal compagno di squadra Luca Toni ai microfoni di 'Radio Blu': "Emiliano è grande perché per lui non è facile giocare in una piazza in cui lo conoscono tutti. C'è chi non vede l'ora di dargli addosso e chi gli vuole bene. Lui si sta comportando benissimo anche nello spogliatoio. Gli ho fatto i complimenti".

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