thumbnail Ciao,

Presente ad Appiano Gentile, il Pallone d'Oro 2006 ha parlato della nuova/vecchia moda, la retroguardia con tre elementi: "Non ci sono più giocatori bravi nell'uno contro uno".

Toh, chi si rivede: presente alla Pinetina per uno stage con gli aspiranti allenatori che partecipano allo stage di Coverciano con Andrea Stramaccioni, Fabio Cannavaro è stato intercettato da 'Sky Sport 24'. E non si è tirato indietro su nessun argomento.

Il difensore campione del mondo nel 2006 ha parlato proprio dall'Inter. "È una squadra che alterna momenti positivi e negativi - ha detto - Dopo aver vinto tanto ha avuto il coraggio di cambiare e di ricostruire. Ora ha un allenatore giovane e voglioso di far bene".

"Difesa a tre? Il problema è che non ci sono più giocatori bravi nell'uno contro uno - ha continuato Cannavaro - e allora se ne mette uno in più. Credo che dovremmo tornare alle nostre origini, che sono quelle di difendere bene. Vedere difensori spagnoli premiati a Zurigo mi ha fatto sorridere".

"Essere coperti non è una vergogna. Anzi, dovrebbe essere una base per tutte la squadre. Si dovrebbe tornare a fare le cose che mi sono state insegnate quando ero bambino: buttare fuori il pallone nei momenti di difficoltà, lasciare più tranquilli i difensori, rincuorarli"
ha sottolineato ancora il Pallone d'Oro 2006.

Cannavaro ha speso poi una parola per gli allenatori che ho avuto in carriera. "Ulivieri era un maestro della difesa a tre. Ma sono stato fortunato ad avere i migliori degli ultimi 20 anni: "Lippi, Capello, Ancelotti, Sacchi. Credo di avere preso un po' da ognuno di loro".

Sullo stesso argomento