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L'attaccante darà il massimo contro la Juve ma non rinnega l'esperienza in bianconero: "Si stava rifondando, sono stati anni difficili per tutti i giocatori bianconeri".

In Italia dal 2000, Amauri indossa attualmente la maglia del Parma. Fu proprio il club emiliano a portarlo nel Bel Paese dalla Svizzera. Ai taccuini de 'La Gazzetta dello Sport', l'attaccante ha espresso tutta la sua soddisfazione: "Non mi sento affatto declassato e non ho rimpianti per non essere riuscito a sfondare nei grandi club. Qui ho tutto per sentirmi realizzato".

Dopo l'infortunio che l'ha allontanato dai campi per qualche settimana, Amauri è tornato al goal contro il Palermo, marcatura che ha regalato il successo al Parma per il rotto della cuffia: "È stato un bel toccasana perché venivo da un infortunio. E poi è la prima volta che mi capita di segnare a 10 secondi dalla fine della partita. Ho fatto molti gol in zona Cesarini ma stavolta sono arrivato proprio sulla coda. Meglio così".

Con l'esplosione di Belfodil lo spazio in avanti per Amauri si è ridotto notevolmente, ma l'ex centravanti della Juve non ci sta a rassegnarsi ad interpretare il ruolo di rincalzo di lusso: "Se pensassi di essere un giocatore buono solo per la panchina allora dovrei pensare al ritiro. Non mi sento ancora pronto per la pensione, intendo lottare forte per riconquistare il posto da titolare. È quello che Donadoni si aspetta da me".

Dopo il successo sul Palermo, il Parma occupa l'ottavo posto in classifica. C'è chi comincerebbe a strizzare l'occhio all'Europa League, ma non Amauri, il quale tiene saldamente i piedi ancorati a terra: "Oggi questo discorso è prematuro perché c'è tutto il girone di ritorno da giocare e in questo momento sette squadre ci precedono in classifica. Il nostro obiettivo è proseguire su questa strada. Dobbiamo guardare avanti pensando sempre positivo".

Amauri si è comunque detto d'accordo con quanto affermato dal tecnico Donadoni, il quale ha dichiarato che ritenersi in lotta solo per la salvezza a questo punto dimostrerebbe di possedere una mentalità perdente: "Abbiamo il vantaggio di lavorare con un allenatore che ha giocato ad alti livelli, conosce la mentalità vincente e sa come trasferirla ai propri giocatori. L'esempio di Donadoni è uno sprone per credere sempre nella vittoria".

Domenica prossima a Parma arriva la Juve, avversario particolare per Amauri: "Affronterò la Juve come ho fatto col Palermo: lottando per il bene del Parma non per prendermi una rivincita col passato. Ho giocato due stagioni e mezzo a Torino con molti alti e bassi ma sempre col massimo impegno. Non credo di avere fallito, purtroppo sono arrivato nel momento più importante della mia carriera nel club giusto al momento sbagliato. Quella Juve si stava lentamente rifondando, sono stati anni difficili per tutti i giocatori bianconeri".

Nella scorsa stagione, il suo unico goal messo a segno con la maglia della Fiorentina - a San Siro contro il Milan -, 'aiutò' in qualche modo la Juve a vincere lo Scudetto, ma Amauri minimizza: "Non mi prendo meriti, la Juve ha vinto con le proprie forze. Quel gol l'ho segnato per me stesso e per la salvezza della Viola".

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