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L'ex-capitano biancoceleste a 360 gradi: si racconta ripercorrendo i suoi anni nella Capitale: dalle origini alle motivazioni che lo hanno spinto al sofferto addio verso Milano.

Tommaso Rocchi, neoacquisto interista, ha rilasciato un’intervista-fiume per l’emittente radiofonica romana 'RadioSei' in cui ha parlato dei suoi otto anni e mezzo con la Lazio. Dalle motivazioni del suo addio al primo derby giocato, da Paolo Di Canio e Mauro Zárate, dal rapporto con la dirigenza a quello con la tifoseria.

"Porterò sempre un po’ di lazialità in me, ho vissuto a pieno questi anni nella capitale e per questo è stata dura lasciare tutto l’affetto e l’amore che si sono creati in questo tempo" afferma l'attaccante. "Il mio rapporto con la Lazio e la sua tifoseria va al di là dell’aspetto sportivo, fin dal primo momento c’è stata sintonia con tutto l’ambiente specialmente da un punto di vista umano, e questa è forse la cosa che più mi ha gratificato”.

Lasciare questa squadra è stata una scelta sofferta, già in estate si erano create le condizioni adatte al divorzio ma poi non me la sono sentita.

Volevo continuare a giocare qui, ma poi non sono stato inserito nella lista Uefa e in campionato ho giocato pochissimo, rispetto le scelte dell’allenatore ma sono andato via perché ho ancora voglia di giocare a calcio. Il modulo a una punta ha penalizzato tutti gli attaccanti in rosa e il contratto in scadenza è stata la molla decisiva
”.

Si parla di futuro e momenti più belli: "Mi piacerebbe tornare da dirigente, magari nel settore giovanile, c’è l’intenzione sia da parte mia che da quella della società, quando mi ritirerò ne parleremo. L’emozione più bella è stato il primo derby che ho giocato, non si vinceva da anni e segnare è stato fantastico. Ricordo Di Canio che durante la settimana teneva la tensione altissima negli allenamenti, non volevamo assolutamente sbagliare”.

Zárate praticamente fuori squadra: "Con lui non ho mai avuto nessun tipo di problema, è un ragazzo in gamba che ha passato degli anni difficili e ha voglia di riscattarsi. Credo che questo modulo penalizzi fortemente il suo calcio, probabilmente con le sue caratteristiche può essere più utile in un altro tipo di squadra, magari cambiare aria può rinnovare le motivazioni e fargli bene".

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