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Il giovane centravanti della Sampdoria con una doppietta a Buffon ha riaperto il campionato: nel suo passato il passaggio al Barcellona e il rapporto speciale con la Pulce.

MAURO ICARDI | La Scheda
Club Sampdoria
Ruolo Attaccante
Data di nascita
19 febbraio 1993
Altezza/Peso 181 cm/75 kg
Nazionalità Argentina
A chi assomiglia Fernando Torres

E' un ragazzo classe 1993 l'uomo copertina di questo inizio 2013. Mauro Icardi, con due goal, si è preso le luci della ribalta riaprendo la corsa Scudetto e regalando tre punti d'oro alla Sampdoria. E pensare che l'argentino, durante la sua infanzia, aveva un debole per la Juventus: "In patria era la mia squadra preferita...".

Che nel destino di Icardi ci fosse l'Europa, lo si capì subito. Nativo di Rosario, a 9 anni la famiglia decise di trasferirsi in Spagna per dare un calcio alla crisi economica approdando a Las Palmas dove il bomber prodigio segna a caterva in una formazione minore (384 reti fino al 2008) prima di ricevere la chiamata del Barcellona.

Nella 'cantera' blaugrana si fa apprezzare per le doti da cecchino che però non gli bastano a guadagnarsi le attenzioni della prima squadra nonostante la stima di Guardiola e l'ottimo rapporto con un 'certo' Leo Messi.

E allora, ecco entrare in gioco la Sampdoria: prestito con riscatto a 400mila euro e ascesa dietro l'angolo. Cannoniere in Primavera, esordio in Serie B bagnato dal goal vittoria allo scadere sulla Juve Stabia. E adesso il proscenio della A da protagonista.

Tre segnature in 13 presenze di campionato fin qui per la talentuosa punta, ma tutte di prestigio e pesantissime: prima quella nel derby vinto 3-1 ("E quello rimane il giorno più bello", assicura Icardi), ieri la doppietta a un mostro sacro come Buffon che è valso il colpo grosso a Torino: "Ancora non ci credo, e mi fa impressione se penso a quante volte l’ho ammirato in televisione con l’Italia e la Juventus".



Centravanti puro per caratteristiche fisiche, moderno per doti tecniche. Un mix esplosivo non nato per caso: "Da piccolino il mio idolo era Batistuta, ma ne devo fare di strada per raggiungerlo...", ha precisato Icardi. E pensare che ieri, l'argentino, contro 'Madama' non doveva nemmeno esserci.

Il mancato ok della Sampdoria per fargli prendere parte al Mondiale Under 20 aveva raffreddato i rapporti tra società e calciatore, ma alla luce della domenica da sogno appena trascorsa alla fine restare in Italia non dev'essere stato poi così male.

Anche se lui ammette: "La cosa all’inizio un po’ mi ha infastidito, però sono un giocatore della Samp e mi adeguo alle decisioni di tecnico e società. E’ andata bene: sono rimasto e ho segnato, adesso il mio obiettivo è disputare il Mondiale Under 20 di giugno".

Il rischio di una rottura con i blucerchiati ha subito scatenato i rumors di mercato, che hanno accostato Icardi a mezza Serie A. Ma la realtà, invece, pare essere un'altra: "Leggo tutto sui giornali, però non è un argomento che mi interessa: di questo si occupano il mio agente e mio fratello. Qui sto bene e spero di restarci".

Addirittura, il club ligure è intenzionato a chiudere la vicenda proponendogli un rinnovo fino al 2018 (l'attuale scadenza del contratto è fissata a giugno 2015) con raddoppio dell'ingaggio da 400mila a 800mila euro: "Non datemi del fenomeno, io sono un ragazzo umile e il mio unico pensiero è lavorare, migliorarmi e segnare con la Samp".

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