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Grinta e gioco contro le grandi, ma al Cagliari serve alto. Con le piccole al diavolo lo champagne, dentro la birra e i punti. Domenica il Genoa, vittoria a tutti i costi.

Alla fine l'unica cosa che rimarrà negli almanacchi sono le sei sconfitte consecutive della coppia Pulga-Lopez. Il Cagliari convince ancora una volta contro le grandi del campionato. Ma per l'ennesima volta i punti in saccoccia hanno lo stesso numero dell'abilità arbitrale nel prendere decisioni lontane dalla burocrazia del regolamento, più vicine al buon senso. Insomma, il numero l'avrete capito da soli.

COSA VA -
Lo si era detto a più riprese: fuori i senatori, dentro una formazione che cerca di emergere. Insomma, chi non è sicuro del posto lotta decisamente di più rispetto a chi ha il posto assicurato. E così Rossettini, Perico, Ibarbo e sopratutto il giovanissimo Del Fabro raccolgono la sufficienza.

La grinta contro le grandi squadre c'è sempre, contro la Lazio di Petkovic, dati alla mano seconda forza del torneo, non è venuta meno. Il problema rossoblù è mostrare questa rabbia anche contro le piccole. Ultimamente affatto presente.

COSA NON VA - Sei sconfitte consecutive hanno il potere di portare nel baratro cerebrale ogni compagine al mondo. Non fa eccezione la formazione sarda, psicologicamente a terra dopo la sconfitta dell'Olimpico. In vantaggio fino a dieci minuti dalla fine è arrivato il k.o; una botta tremenda.

La classe arbitrale continua a far discutere, non è certo il cambio dell'anno solare a far sperare in un nuova condotta. Il rigore di Klose, a termini di letteral regolamento ci sta.

Ma agli arbitri è stato concessa propria decisione su casi del genere, cosa che Orsato avrebbe dovuto fare, non assegnando il penalty. Ma staccarsi dalla burocrazia non è affatto facile.

TOP E FLOP - Il giovane e il vecchio guerriero. Il primo risponde al nome di Del Fabro, uno dei più giovani giocatori della Serie A. Sicuro, attento: prova ampiamente superata per lui, il dopo Astori non fa più così paura.

Il secondo è Nainggolan, tornato a ruggire in mezzo al campo, o per meglio dire a tutto campo. Meno lezioso del solito anche Ibarbo, mentre Sau ha tolto dal cilindro la sua sesta perla stagionale.

Male Cossu, che dimostra ancora una volta di non reggere la pressione quando l'aria comincia a scaldarsi, a torto o meno. A

CONSIGLI PER IL MISTER - Gara preparata benissimo quella dell'Olimpico, contro la presunta anti-Juventus 2012/2013. Pinilla, Astori, Ariaudo e Pisano out? Niente paura, sostituti ampiamente all'altezza.

Il punto sta proprio qua, anche senza infortuni e squalificati le gerarchie possono essere ribaltate, chi sta meglio dentro. Chi attraversa un brutto momento, che si chiami Astori, Pisano, Sau o Nainggolan, deve rimanere fuori per il bene della squadra.

FUTURO - La prossima domenica, finalmente, si torna a Quartu Sant'Elena. A Is Arenas, dopo la Juventus magicamente, e nuovamente, a norma, arriva il Genoa di Del Neri. Posizione delicatissima quella dei rossoblù di Genova, addirittura dietro al Cagliari in classifica.

Grinta e gioco ottimo contro le grandi? Con le piccole al diavolo tutto lo champagne, dentro la birra e i punti. Con fortuna, rigori, punizioni, calci da fermo, magie, con qualcosa, serve vincere.

A tutti i costi i tre punti dovranno apparire nella casella cagliaritana dopo le 17:00 di domenica 13 gennaio: una scossa nella prima gara di ritorno per allontanarsi da un baratro sempre più infuocato.

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